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    <title>centrosessuologiagestalt</title>
    <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it</link>
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    <item>
      <title>NEVADA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/nevada</link>
      <description>Un'opera che porta chiunque a interrogarsi sui propri desideri e identità, aprendo nuovi orizzonti e trasmettendo una gran voglia di vivere e un irrinunciabile.  Maria è una giovane donna trans alle prese con i suoi drammi quotidiani.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’opera che porta chiunque a interrogarsi sui propri desideri e identità, aprendo nuovi orizzonti e trasmettendo una gran voglia di vivere e un irrinunciabile senso di libertà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Un libro bello e importante. Nitido, energizzante e molto divertente. È stato tra i primi romanzi contemporanei a trattare la storia di una donna trans in modo complesso e sfumato, senza fare affidamento sulla transizione per lo slancio narrativo o trattandola come un lieto fine garantito.»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            - 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lily Mayer, The Atlantic
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «La forza – enorme – di questo romanzo sta qui, nella capacità di Imogen Binnie di rendere una donna trans un personaggio del tutto normale, slegato, nel suo arco narrativo, dalla sua condizione di trans, e invece raccontato nella sua sola dimensione umana.»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            - 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alessandro Tacchino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Se Nevada ha un merito è quello di farci comprendere una volta di più che "il mondo non ha una norma: la vita va dove vuole."»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            - 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Fatto Quotidiano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Maria è una ragazza trans che vive a New York e lavora come commessa in una libreria. Impantanata in una relazione ormai spenta e insoddisfatta su più fronti, un giorno scopre di essere stata tradita dalla fidanzata e poco dopo perde pure il posto di lavoro. Fedele alle proprie idee punk rock, decide allora di partire per un viaggio in auto verso il Pacifico. Comincia così un roadtrip che porterà la protagonista nelle profondità dell’America e di se stessa, anche grazie all’incontro con James, un ragazzo che sta vivendo i suoi stessi dubbi e problemi. Spassoso, dolcissimo, ma anche di una profondità e sensibilità disarmanti, Nevada è uno spaccato di vita trans che è diventato oggetto di culto negli Stati Uniti. Un’opera che porta chiunque a interrogarsi sui propri desideri e identità, aprendo nuovi orizzonti e trasmettendo una gran voglia di vivere e un irrinunciabile senso di libertà
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Imogien Binnie
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed.Narratori Feltrinelli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 11:51:47 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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      <g-custom:tags type="string">IN EVIDENZA,ADULTI</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>Gender libera tutt3, storie vere per amare, capire e fare la rivoluzione</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/gender-libera-tutt3-storie-vere-per-amare-capire-e-fare-la-rivoluzione</link>
      <description>Bisogna pelare la realtà come si farebbe con una cipolla, strato dopo strato, anche se questo, proprio come la cipolla, fa piangere. Solo così si può arrivare a capire il perché delle cose e forse a riuscire a cambiarle.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «La mia battaglia per i diritti delle persone transgender è iniziata da una maglietta rosa con un unicorno: mia figlia la voleva indossare e io proprio non capivo perché un maschio non potesse farlo. Cercare di difendere questo suo diritto mi ha fatto iniziare a studiare e capire che cosa sia davvero l’identità di genere. Ma la cosa che mi ha aiutato di più in questo viaggio è stata conoscere tante persone transgender, di ogni età e di ogni nazionalità. Ognuna con la propria storia e le proprie peculiarità esattamente come chiunque: persone però che vivono in una società che non solo non le prevede, ma che ad oggi ancora pare non avere alcuna intenzione di prevederle. Basti pensare alle infinite discussioni per l’inserimento dell’espressione “identità di genere” all’interno del DDL Zan e a quel vergognoso applauso quando è stato affossato.» Camilla Vivian, creatrice di “Mio figlio in rosa”, in cui racconta la sua esperienza di madre di una persona transgender, ha iniziato il suo percorso di attivista nel 2016. Da allora si è sempre scontrata, come chiunque porti avanti questa battaglia per i diritti, con una barriera di ignoranza e pregiudizio che finisce per sembrare insormontabile. Dall’uso del giusto pronome al riconoscimento giuridico, dalle terapie ormonali alla transizione chirurgica: le vicissitudini cui vanno incontro le persone transgender sono tante, dolorose e spiazzanti. Questo libro vuole essere un modo per cambiare le cose: attraverso le straordinarie testimonianze di 33 persone transgender di ogni età e provenienza, si racconta non solo la vera realtà della questione transgender in Italia, ma si affronta anche un problema politico e sociale che esige di essere risolto, affinché nessun diritto venga più negato e si inizi a costruire un mondo migliore.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Camilla Vivian
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Baldini+Castoldi editore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/61gpjPsTihL._SL1439_.jpg" length="91178" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 11:48:25 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>DELILAH GREEN DOSNT'CARE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/delilah-green-dosnt-care</link>
      <description>Madre single, impegnata a gestire una figlia undicenne, un ex marito inaffidabile e una libreria, Claire non può permettersi sorprese. E Delilah Green è decisamente una sorpresa. Ma quando i preparativi per il matrimonio dell’amica Astrid la costringono a passare del tempo con lei, sente di non avere la forza di resistere al suo fascino. E soprattutto, di non volerlo fare.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Delilah Green ha giurato che non sarebbe mai più tornata a Bright Falls, il luogo della sua triste infanzia. Ora è una donna felice, vive a New York, ha davanti a sé una carriera sfolgorante come fotografa e ogni sera nel letto una donna
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Blake Herring
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed. Mondadori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/978880477624HIG-313x480.webp" length="15958" type="image/webp" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 11:45:06 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TUTTE LE VOLTE CHE HO SCOPERTO DI ESSERE GAY</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/tutte-le-volte-che-ho-scoperto-di-essere-gay</link>
      <description>Una graphic novel che racconta il percorso di svelamento di sé. Un po' autobiografica, come piacciono a noi le storie!</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un fumetto che svela come la ricerca della propria identità non culmini necessariamente in un'unica, illuminante rivelazione, ma possa invece essere una continua e sorprendente scoperta. Ellie si è sempre fatta un sacco di domande su di sé: fin da quando era un'adolescente, uscire con i ragazzi la mandava in confusione molto più di quanto accadesse alle sue amiche. E nel mezzo di questa confusione, che crescendo non ha fatto altro che aumentare, ha finito per rivelare la propria natura a sé stessa più e più volte, ogni volta imparando a conoscersi e a capirsi sempre di più.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Eleanor Crewes 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Diabolo, 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/download-9b188be1.jpeg" length="32185" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 11:42:02 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GRANDE, BRO!</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/grande-bro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vincitore Premio Andersen 2024, nella categoria Miglior libro oltre i 12 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Per la lucida puntualità nel raccontare un’adolescenza alla ricerca di un posto nel mondo. Per la schiettezza del linguaggio e la capacità di porre domande senza fornire risposte precostituite. Per la delicatezza e l’essenzialità con cui l’autrice parla di identità, del non sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, della necessità di viverlo, libero da imposizioni.» - La giuria del Premio Andersen 2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un romanzo che esprime tutta l’energia della preadolescenza affrontando con una scrittura divertente il tema degli stereotipi di genere e di chi non si identifica nel genere di nascita. Una storia sull’amicizia pura, sulla sincerità verso gli altri e verso se stessi, e sulla libera espressione di sé.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Jenny Jägerfeld 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed. Iperborea, 2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 10:38:48 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>OVUNQUE. ESPLORAZIONI CROMATICHE NEL MONDO QUEER</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/ovunque-esplorazioni-cromatiche-nel-mondo-queer</link>
      <description>E’ un viaggio unico, una guida, un diario che racconta attraverso testi e immagini  il movimento queer, da quando ha mosso i primi passi nella storia ad oggi.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           OVUNQUE è un viaggio unico, una guida, un diario che racconta il movimento queer da quando ha mosso i primi passi nella storia ad oggi. Ma è anche una speciale esplorazione dentro se stessə, attraverso tante parti interattive che possono aiutare a conoscersi meglio.Qu
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un viaggio unico, una guida, un diario che racconta attraverso testi e immagini  il movimento 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           queer
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , da quando ha mosso i primi passi nella storia ad oggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Barbara Orlandini e Gianluca Sturmann
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Becco Giallo ed.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Ovunque_coverweb.jpg" length="172103" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 10:33:55 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/ovunque-esplorazioni-cromatiche-nel-mondo-queer</guid>
      <g-custom:tags type="string">IN EVIDENZA,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Ovunque_coverweb.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COSI' COME SONO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/cosi-come-sono</link>
      <description>Questo libro illustrato, che si anima grazie meccanismi cartotecnici, affronta il tema degli stereotipi di genere con sensibilità e originalità.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro illustrato, che si anima grazie meccanismi cartotecnici, affronta il tema degli stereotipi di genere con sensibilità e originalità.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Una lettura sull'importanza di crescere nella bellezza e nel rispetto delle sfaccettature che la vita propone.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Si capirà che è del tutto naturale che i bambini possano amare i fiori e i colori e che le bambine possano sognare di diventare astronauta o pilota; che è possibile sentirsi una ragazza nel corpo di un ragazzo e viceversa, e che maschi e femmine possono giocare insieme senza essere innamorati.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il testo, breve ed efficace, accompagna le coloratissime illustrazioni grafiche e dimostra che non bisogna sentirsi sbagliati se non si è conformi ma anzi è giusto sentirsi liberi di esprimerlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Helene Druvert
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed. Franco Cosimo Panini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/cos__come_sono-cov.png" length="224268" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 10:24:52 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/cosi-come-sono</guid>
      <g-custom:tags type="string">INFANZIA,IN EVIDENZA</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/cos__come_sono-cov.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL TUO CORPO È TUO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-tuo-corpo-e-tuo</link>
      <description>ed. Nube Ocho, 2023
​Sei tu a decidere se vuoi un abbraccio. Se dici NO devono ascoltarti, se non ti ascoltano chiedi aiuto!</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro per parlare di sessualità ai bambini e poter così trattare il tema dei limiti e della prevenzione di abusi e contatti indesiderati. Con l’aiuto e la consulenza di alcuni professionisti, Lucía Serrano in Il tuo corpo è tuo parla di sessualità e di prevenzione degli abusi nei confronti di bambine e bambini con un linguaggio semplice e diretto. Un libro fondamentale. Età di lettura: da 4 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tuo corpo è tuo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , di Lucia Serrano 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Nube Ocho, 2023
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/9788419253743_0_536_0_75.jpg" length="53332" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 10:17:25 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-tuo-corpo-e-tuo</guid>
      <g-custom:tags type="string">INFANZIA,IN EVIDENZA</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/9788419253743_0_536_0_75.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chi parla di sesso ai ragazzi?</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/chi-parla-di-sesso-ai-ragazzi</link>
      <description>Come professionisti del Centro di Sessuologia e come genitori pensiamo che il modo più efficace di trasmettere un'educazione alla sessualità sarebbe quella dell'educazione tra pari , con ragazzi più grandi che creano gruppi di riflessioni e workshop esperienziali/multimediali, supervisionati da adulti con cui potersi confrontare.</description>
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Chi parla di sesso ai ragazzi?
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Depositphotos_293096500_XL.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Uno dei motivi per cui in Italia l'educazione sessuale non è prevista dal ministero, non è tanto e solo per l'influenza della chiesa!! Papa Francesco si è dimostrato aperto verso questa tematica.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcuni esperti sostengono che la resistenza è esercitata dalle stesse famiglie che temono l'influenza di movimenti di pensiero più aperti alla sessualità come quelli LGBTQ+.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come professionisti del Centro di Sessuologia e come genitori pensiamo che il modo più efficace di trasmettere un'educazione alla sessualità sarebbe quella dell'educazione tra pari , con ragazzi più grandi che creano gruppi di riflessioni e workshop esperienziali/multimediali, supervisionati da adulti con cui potersi confrontare. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tu cosa ne pensi ? 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con uno spirito simile è nato il progetto di Making of love, da un'idea di Paolo Mottana, professore dell’ Università degli Studi di Milano-Bicocca, in cui insegna Filosofia dell’Educazione ed Ermeneutica della Formazione e pratiche immaginali, che ha contattato due registi, Lucio Basadonne e Anna Pollio (Unlearning, 2015, e Figli della Libertà, 2017), per portare nel nostro Paese un'educazione sessuale nel modo più immediato possibile: un film dove fossero protagonisti solo ragazzi e rivolto a ragazzi. Perché è questa la fascia che ne ha più bisogno. Hanno indetto un casting a Genova in cui si sono candidati giovani da tutta Italia e ne sono stati scelti otto: quattro maschi e quattro femmine. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.makingoflove.it/profili/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           https://www.makingoflove.it/profili/
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Depositphotos_293096500_XL.jpg" length="184420" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 02 Jul 2024 15:25:35 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/chi-parla-di-sesso-ai-ragazzi</guid>
      <g-custom:tags type="string">Blog</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Depositphotos_293096500_XL.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NON SENTO NULLA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/non-sento-nulla</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La mancanza di desiderio
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          di
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Barbara Bellini
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È “probabilmente” il disturbo sessuale più diffuso. “Probabilmente” perché alle statistiche manca tutta quella fetta di popolazione che non lo accusa come un disturbo, ma che lo considera normale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non consideriamo la mancanza di desiderio come un disturbo quando la persona non è interessata a vivere le sue relazioni attraverso le sensazioni genitali e l'orgasmo, come accade per chi sceglie l’asessualità. L’intenzionalità che emerge nelle esperienze di asessualità può essere quella di incontrare il mondo su altri piani (affettivo-amicale, intellettuale, ecc.) e l’asessualità può essere vissuta in un'esistenza carica di energia erotica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mancanza del desiderio può essere espressa da entrambe le persone in una coppia di lunga durata. Nella nostra cultura eurocentrica, eterosessuale e monogamica è considerato normale che una coppia che sta insieme da vent’anni o più accusi un drastico calo del desiderio sessuale. Crediamo che anche questa confluenza culturale dipenda dal considerare la sessualità attraverso il filtro della morale religiosa e che sia sostenuta dalle caratteristiche della cultura patriarcale. Se il fine della sessualità è la riproduzione, è “normale” che chi sta insieme da vent’anni o più, con un’età dei partner intorno ai 50 anni, non faccia più sesso, perché una coppia di questa età difficilmente vorrà o potrà ancora avere figli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se consideriamo la mancanza di desiderio come un adattamento creativo, allora dobbiamo interrogarci sulle funzioni che può avere la desensibilizzazione di una parte del corpo così importante per il nostro benessere psicofisico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nostra esperienza clinica ci porta a dire che l'intenzionalità succedanea che esprime la mancanza di desiderio può essere quella di vivere una vita serena e tranquilla, priva di dolore e di pericolo, escludendo le sensazioni genitali. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si privilegia la sicurezza a scapito della crescita. Talvolta questa soluzione funziona, pur con i suoi costi (ad esempio in termini di scarsa vitalità) altre volte no e la coppia rischia la morte stessa della relazione. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le nostre coppie stanno facendo uno sforzo e pagando dei prezzi per resistere alla separazione ormai dilagante. È probabile che il calo di energia sessuale non sia intrinseco alla coppia di lunga durata, ma dipenda dal rimanere aggrappati ad un modello patriarcale di coppia che forse non è più sostenente per le caratteristiche del nostro secolo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È paradossale che sulla coppia monogamica si basi tutta la progettualità familiare, e non ci sia sostegno a livello culturale per esplorare percorsi alternativi, modi differenziati di essere coppia, nonostante si stia dimostrando la realtà più fragile e difficile da sostenere. Alla coppia è richiesto non solo di fornire protezione, compagnia e sicurezza economica, come è sempre stato da 12 millenni a questa parte. Dalla rivoluzione agricola al dopoguerra, la famiglia è stata indispensabile per la sopravvivenza economica. Dalla seconda metà del secolo scorso in poi, sempre più è possibile affittare una seconda casa e separarsi. Pur impoverendosi, le persone sopravvivono e questa è una novità. I partner oggi hanno alzato le aspettative legate all'essere coppia: non basta protezione economica, vogliono ricevere amore, attenzioni romantiche e di sentirsi desiderati. Prima della rivoluzione agricola non aveva senso di esistere la coppia monogamica e la sessualità era vissuta all'interno del gruppo dei cacciatori. Rafforzava i legami comunitari. L'avvento dell'agricoltura ha modificato profondamente non solo la struttura economica e sociale, ma l'esperienza sessuale. Nasce la società patriarcale come oggi la conosciamo , basata sulla proprietà privata, l'accumulo di beni e tecnologie che vengono tramandati nelle generazioni. In una parola: il "patrimonio". 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sessualità spesso è sostituita con l'eccitazione data dall'aumento dei beni, che non comporta rischi in quanto i beni sono oggetti e quindi, a differenza degli esseri umani, sono controllabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il patriarcato si esprime nel possesso, dominio, controllo, nell'eliminazione dei nemici, dei predatori, delle erbe infestanti, tutto ciò che può portare alla perdita del controllo. Così nella coppia. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Privilegiare la monogamia vuol dire preferire la sicurezza e ridurre il rischio di soffrire, rinunciando all'eccitazione portata dalla presenza di altri partner e/o dalle fantasie e ricerca di esperienze nuove. Tranquillità e sicurezza versus eccitazione e crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consapevoli che se diminuisce molto la sicurezza l'ansia aumenta e troppa ansia porta a desensibilizzazione e chiusura nella coppia. Così come troppa sicurezza e tranquillità porta alla noia e all'inedia che nuovamente desensibilizza e allontana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Avere relazioni extraconiugali risveglia la sessualità, ma rimaniamo sempre all'interno del modello patriarcale della coppia, anzi, avere amanti lo rafforza, più che denunciarne le crepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando la mancanza di desiderio è espressa solo da una delle due persone, allora questo fenomeno ha caratteristiche molto diverse da quello precedente. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tipicamente lo manifesta la donna nei confronti dell’uomo, ma ora che le relazioni stanno diventando più paritarie si manifesta anche nell’uomo e nelle coppie gay e lesbiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La frigidità è un disturbo nel momento in cui la donna vorrebbe vivere la sessualità, ma non ci riesce. In questo caso parliamo di una gestalt fissa, ovvero un adattamento che si ripropone in quanto l’intenzionalità originaria (il modo in cui la persona vuole vivere pienamente la sessualità) non viene raggiunta e l’intenzionalità succedanea diventa la migliore forma che riesce a creare. La desensibilizzazione genitale può diventare la migliore soluzione possibile per la donna per portare avanti un rapporto che non riesce a modificare. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rinunciando a vivere le proprie sensazioni sessuali, esprime un rifiuto non solo di aspetti relazionali, ma in un'ottica sociale più allargata, di un modo specificamente culturale di vivere la sessualità in cui le donne non si riconoscono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se guardiamo la mancanza di desiderio (espressa da un solo partner) dal punto di vista di campo, frequentemente ci troviamo di fronte ad uno sbilanciamento all’interno della relazione: uno dei due sta diventando dominante nei confronti dell’altro/a che si vive oggettivizzato/a. Può essere una dinamica che crea sofferenza e che sta alla base di questo disturbo, oppure una conseguenza viziosa che si crea successivamente. In ogni caso contribuisce a creare sofferenza nella coppia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un tipico esempio di dominanza ed oggettivazione è quando un partner chiede all’altro/a di fare l’amore anche se si accorge che questi non manifesta desiderio e poi insiste con frasi tipo: “Vedrai che se poi cominci ti piace” o “È tanto tempo che non lo facciamo, io ne ho bisogno” o “Fallo per me” o “Non puoi lasciarmi così”. Quest’ultima frase è frequente quando il/la partner perde il desiderio durante il rapporto sessuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiedere ad un’altra persona di fare sesso anche se non lo desidera, vuol dire chiederle di rendersi un oggetto e noi diventiamo dominanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli oggetti operano non partendo dal desiderio ma da un programma, gli esseri viventi agiscono spinti dal bisogno o dal desiderio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se io mi forzo a fare l’amore senza sentirne il desiderio ma per la richiesta dell’altro mi rendo un oggetto, perché nego le mie sensazioni. È anche possibile che facendolo io poi sviluppi un’eccitazione genitale e magari sperimento anche una forma di orgasmo, ma la mancanza di desiderio resterà impressa in noi e tenderà a fare aumentare il rifiuto nei confronti dell’altro/a.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mancanza di desiderio ha molti tratti in comune con l’impotenza erettile o lubrificatoria. La differenza principale è che, mentre nell’impotenza erettile o lubrificatoria la persona dice di voler fare sesso con l’altro/a “ed è il suo pene o la sua vagina che non funziona”, nella mancanza di desiderio la persona non sente il desiderio, quindi, non c’è una spaccatura interna. C’è un sentire a cui potersi appoggiare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mancanza di desiderio non è un problema, ma è una soluzione che denuncia ciò che sta avvenendo nella coppia. Il fatto che venga espressa solo da uno dei due non vuol dire che sia un problema di quella persona, ma solo che questa è l’elemento attraverso cui la sofferenza della coppia si sta esprimendo. Probabilmente è l’elemento più sensibile o più sotto pressione o con una storia che gli/le fa vivere con sofferenza l’essere oggettivizzata/o. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come possiamo vedere, la terapia della Gestalt ha una visione molto diversa dall’approccio cognitivo-comportamentale. Per quest’ultimo il sintomo (mancanza di desiderio) non è la soluzione che la coppia è riuscita a trovare per restare insieme, ma è il problema da eliminare grazie ad un approccio strategico. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se nel lavoro con le coppie non emerge questa voglia di esserci l’un* per l’altr*, la mancanza di desiderio può denunciare una situazione di co-dipendenza. Cioè una situazione in cui io vorrei staccarmi dal mio/a compagno/a che riconosco essere dannoso/a per me, ma non ho la forza. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 22 Oct 2023 17:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VORREI MA NON POSSO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/vorrei-ma-non-posso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         IMPOTENZA ERETTILE E LUBRIFICATORIA 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          di
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Bellini Barbara 
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il termine impotenza è fuorviante, o meglio, è il classico esempio di una diagnosi che non spiega il problema ma contribuisce fortemente a crearlo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se comincio a pensare che il mio pene o la mia vagina hanno qualcosa che non va, che non funzionano, apparentemente mi assolvo, cioè mi separo da una parte di me che definisco disfunzionale, mentre “io” vorrei e continuo a desiderare ardentemente di avere un rapporto sessuale con l’altro. In questo modo però io mi autodefinisco impotente, in quanto non ho potere su una parte di me che sfugge al mio controllo ed agisce contro la volontà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se invece ci assumiamo la responsabilità di rendere impossibile la penetrazione e accettiamo che, aldilà di quella che può essere la nostra percezione emotiva o cognitiva, noi stiamo esprimendo un rifiuto al contatto genitale con l’altro, ecco che torniamo ad essere “potenti”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La difficoltà sta nel fatto che non siamo consapevoli di questo rifiuto. Ci siamo alienati da esso e ne scarichiamo la difficoltà su una parte di noi, desensibilizzandoci. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facciamo come Muzio Scevola che brucia la sua mano sul braciere per punirla di aver accoltellato la persona sbagliata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La potenza comporta respons-abilità. Cioè la capacità di confrontarsi col partner e di sostenere il confronto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco un primo dato relazionale, l’impotenza erettile o lubrificatoria, è sempre una deresponsabilizzazione rispetto ad una dinamica relazionale. È una strategia di sopravvivenza che si esplica attraverso il “vorrei, ma non posso”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella mia strategia di sopravvivenza è più accettabile risultare inadeguato/a, che non “cattivo/a”, incapace, o rifiutante. “Non voglio” non è esprimibile…. molto meglio: “Non posso”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel caso dell’impotenza erettile secondaria è interessante notare che il primo episodio riportato dai pazienti è generalmente collegato a situazioni di richiesta e “pretesa” della prestazione sessuale in cui l’uomo ha sperimentato il senso di impotenza non solo a livello genitale, ma anche nelle altre dinamiche relazionali. Nella relazione con il/la partner si è sentito inadeguato, non in grado di soddisfarla/o, non “abbastanza” per lei/lui. Nella sua esperienza una situazione di pressante richiesta sessuale può rappresentare un attacco al suo valore. Domande quali: “Perché non vuoi fare l’amore?”, “Non mi vuoi più?”, “Non mi vedi più bella/o?” facilmente attivano un senso di colpa e privano il sesso della spontaneità e libertà che sono indispensabili per i riflessi sessuali. L’eccitamento sessuale sia negli uomini che nelle donne è una reazione spontanea al desiderio e alla stimolazione efficace. L’attesa e la pretesa della prestazione sessuale riflettono una situazione relazionale di difficoltà che preme per emergere in superficie. Se i partner non rischiano di affrontarla, allora facilmente finiranno per evitarla. Da questo momento la paura dell’insuccesso sessuale diventerà la causa immediata dell’impotenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche nell’esperienza femminile l’ansia da prestazione ha un effetto potente sulla mancanza di lubrificazione. Nelle situazioni di sessualità “inesigente”, in cui i terapeuti invitano la coppia ad uno scambio di sensazioni piacevoli vietando il coito, la donna, liberata dalla pressione di dover necessariamente eccitarsi, avere un orgasmo e soddisfare il/la compagn*, spesso arriva a provare intense sensazioni erotiche e sensuali. Il fatto che il/la partner “rinunci” al desiderio di appagamento orgasmico potrà essere, nell’esperienza della donna, una prova molto toccante di quanto gli/le sta a cuore il piacere sessuale della compagna/moglie. In questa situazione, essa potrà riappropriarsi della “responsabilità” del proprio piacere sessuale, scoprendo che non verrà respinta o umiliata se esprime i propri desideri e se mostrerà al partner di avere una personalità attiva. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cominciare ad accettare che io non possiedo un pene o una vagina, ma “sono” anche pene e vagina e mi esprimo attraverso le azioni, è fondamentale per recuperare il senso del mio radicamento nella situazione relazionale: cioè la mia forza personale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spesso le persone non capiscono come sia possibile aver voglia di fare l'amore, ma non avere l'erezione o la lubrificazione. Oppure essere eccitati a livello genitale in una situazione relazionale in cui non è in gioco il sesso. Accade specialmente agli uomini per motivi di natura estetica. È assolutamente non appropriato se un uomo ha un’erezione mentre sta consolando un’amica/o che piange, o sta giocando con un bambino, o sta ballando o è coinvolto in attività eccitanti che, però, non sono sessuali. Ovviamente questo vale anche per le donne, ma siccome il fenomeno dell’umidificazione è meno evidente, le donne sono meno spesso costrette ad alienarsi dai propri genitali. Chiediamo a noi stessi di funzionare a compartimenti stagni. Di avere sensazioni che percorrano tutto il nostro corpo, ma non i genitali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siamo allenati ad alienarci dai nostri genitali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il termine “penetrazione”, usato per descrivere l’amplesso sessuale rimanda all’azione del pene di entrare a fondo, rendendo la vagina un “dentro” passivo, e il pene un intrusivo attivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa è una visione assolutamente uomo-centrica che non ha nulla di fenomenologico. Da un punto di vista fenomenologico ci sono volte in cui avviene la penetrazione, volte in cui avviene la “vaginazione” e, il più delle volte, entrambe contemporaneamente. È però interessante che il termine vaginazione non esiste, è un neologismo che dovrebbe entrare nel vocabolario corrente e che aiuterebbe molto nel superamento dell’impotenza. Nel linguaggio comune e volgare si dice che la donna “la dà”. Eppure è la vagina che “prende” dal punto di vista fisico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spesso la mancanza di lubrificazione nella donna esprime proprio il rifiuto a farsi penetrare. Il rifiuto a questa azione intrusiva dell’uomo, a subire passivamente. Questo è ancora più evidente nel vaginismo, in cui, anche con l’uso di lubrificanti, il dolore è intenso e impedisce totalmente la penetrazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche nell’uomo, d’altronde, l’atto della penetrazione può essere fonte di paura. Ci sono uomini che sentono che non sono loro a penetrare la donna, ma è questa che li “vagina”. Questa percezione, invece di rilassarli, li fa sentire inadeguati, in pericolo. La famosa fantasia della “fica dentata” che potrebbe castrare l’uomo riflette questo genere di percezione. Essa è vissuta non come dato fenomenologico, ma come qualcosa di “sbagliato”, “che non va bene”: l’uomo non dovrebbe sentire così o la donna non dovrebbe comportarsi così. Molti uomini riportano fenomeni di impotenza vissuti con donne inaspettatamente molto attive e intraprendenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Oct 2023 16:45:00 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Quando il sesso fa male</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/quando-il-sesso-fa-male</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         VAGINISMO E PENEPATIA
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           di
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Barbara Bellini 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         Il corrispondente maschile del vaginismo viene normalmente definito col termine generico di penepatia, che include anche fenomeni come il priapismo ed il pene ricurvo. Se parliamo del solo fenomeno dell’erezione dolorosa, ritroviamo una dinamica molto simile sia nell’uomo che nella donna, cioè una contrazione del perineo e dei muscoli della vagina nella donna e dei corpi cavernosi del pene nell’uomo che si oppongono alla dilatazione nella prima e all’erezione nel secondo. Mentre per il vaginismo la componente psicologica è ormai quasi universalmente accettata, il dolore erettile dell’uomo viene quasi sempre riportato a cause organiche e più raramente gli uomini vengono in terapia per questo motivo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se in tutti i disturbi sessuali vediamo un vissuto di alienazione dai propri genitali, nel vaginismo e nel dolore erettile questa alienazione diventa massima. La persona è totalmente inconsapevole di opporsi a qualcosa che sta dicendo di voler fare. Nei vari tipi di impotenze e di orgasmi/eiaculazioni precoci assistiamo spesso ad una sorta di manipolazione del vissuto genitale, mentre in questa sofferenza l’opposizione è netta e violenta: una violenza, tuttavia, totalmente alienata. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frequentemente le donne manifestano vissuti di rabbia, verso se stesse quando il vaginismo è tale da impedire completamente la penetrazione verso il compagno quando la contrazione rende il rapporto doloroso. In questo caso la rabbia è verso il partner che insiste per avere ugualmente il rapporto. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’uomo la dinamica è simile. La rabbia è in genere rivolta verso di sé, ma spesso anche nei confronti del/la partner, accusat* di non essere sufficientemente delicat*.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’identificazione con la propria rabbia è una tappa spesso fondamentale per il lavoro con il vaginismo e il dolore erettile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rabbia è frequentemente portata in modo reattivo nelle sedute ed il/la terapeuta facilmente si trova ad essere accusato di non capire il vissuto della persona. Risulta particolarmente difficile sostenere la persona ad assumersi la responsabilità del fenomeno poiché l’alienazione è totale. Il/la professionista deve essere pront* ad avere momenti di confronto molto “caldi”. È importante arrivare a costruire un clima di forte intimità e sicurezza prima che la persona accetti di guardare alla propria sofferenza come un’alleata e non come una nemica e lo stesso vale per il rapporto con il/la professionista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la persona è impossibile riuscire a sentire la propria forza nel rilassare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La maggior parte di noi eurocentrici, condivide un introietto culturale che la forza risieda nella contrazione, nella durezza, nella violenza. Poche donne affermerebbero di sperimentare la forza della loro vagina nel rilassarne i muscoli e nel “prendere” il pene o le dita o un oggetto. La maggior parte riferiscono al massimo l’esperienza di aprirsi ad accogliere. Eppure noi rilassiamo i muscoli della mandibola per aprire la bocca e addentare, afferrare, succhiare il cibo. Solo i bambini piccoli e i gravi disabili vengono in-boccati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel vaginismo la donna contrae i muscoli della vagina come se dovesse proteggersi da uno stupro, che però non riconosce come tale, e se il rapporto avviene lo stesso le conseguenze sono simili. Con l’uomo non si pensa mai alla paura di essere stuprato, se non nell’ano, perché lo stupro è verso una cavità, verso chi non vuole accogliere. Ma il significato della parola stupro non è legato alla penetrazione. Stupro indica offesa, costrizione, percosse, violenza. Perls sosteneva che spesso la masturbazione maschile si traduce in uno stupro del pene da parte della mano. Non è il pene, sono le mani che stuprano, che percuotono, bloccano, costringono. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sia nel vaginismo che nel dolore erettile, la persona vive il contatto genitale con l’altro con la paura del dolore, della costrizione, della mancanza di cura. Non sento di aver paura dell’altro, anzi l’altro non c’entra, sono io che provo dolore, sono io responsabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un processo simile alla vergogna, in cui chi la prova attribuisce a sé la responsabilità di ciò che prova: “Tu non centri, sono io che mi vergogno”. Non riconosco più che è l’azione dell’altro che genera in me la vergogna, sento solo la vergogna (Robine, 1995).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Insieme all’identificazione con la rabbia, il riconoscimento della vergogna come fenomeno di campo e non intrapsichico è un’altra tappa fondamentale nel lavoro con vaginismo e dolore erettile. E noi terapeut* siamo parte del problema. Noi siamo l’ambiente stupratore, noi facciamo vergognare la/il paziente, noi facciamo provare dolore, noi siamo l’altro. Se non accettiamo questa responsabilità, se vogliamo essere visti solo come aiuto, se siamo compulsivamente amorevoli, la persona non potrà dare valore alla paura, alla rabbia e alla vergogna, comprendere che ruolo giocano nella sua vita e da cosa lo stanno proteggendo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Oct 2023 16:49:07 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>AIUTO! SONO TROPPO VELOCE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/aiuto-sono-troppo-veloce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Parliamo di EIACULAZIONE PRECOCE O ORGASMO PRECOCE
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          di
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Bellini Barbara
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In che cosa l'eiaculazione e l'orgasmo precoce differiscono dall’impotenza? 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono entrambe forme d’ansia, che però sopraggiunge in momenti diversi. Qui non ci troviamo di fronte ad un rifiuto della penetrazione o della vaginazione, ma ad un’urgenza di conclusione. Nel caso dell’impotenza, l’esperienza è rifiutata in quanto pericolosa ed il pericolo è vissuto come immediato, presente nell’adesso della situazione che quindi viene evitata. Nell’eiaculazione precoce o nell’orgasmo precoce, invece, il rapporto sessuale viene ricercato e il pericolo sembra essere proiettato in un futuro più o meno prossimo; quindi, dobbiamo abbreviare il più possibile i tempi per evitare che questo futuro si concretizzi. L’esperienza di scoprire il piacere condiviso viene meno, in primo piano viene cercato l’aumento e la scarica delle sensazioni genitali. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La persona sperimenta l’ansia nell’istante in cui raggiunge un livello elevato di eccitazione, che spesso è il frutto di un’intensa immaginazione. Essa anticipa la realtà, la precede e, in qualche modo, la sostituisce. È proprio quest’ansia a creare una desensibilizzazione delle sensazioni genitali e quindi l’orgasmo involontario. Dunque, paradossalmente, la causa dell’eiaculazione precoce non è un’eccessiva sensibilità, come si ritiene comunemente, ma al contrario, una desensibilizzazione. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre alla rapidità del riflesso eiaculatorio, la persona non è in grado di esercitare un controllo volontario sul riflesso stesso (Kaplan, 1974). 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’eiaculazione precoce, con il suo accelerare velocemente l’eccitazione, potrebbe essere la soluzione relazionale per vivere la sessualità come scarica puramente genitale evitando l’esperienza della condivisione e dell’intimità con la persona reale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel contesto di un rapporto sessuale con un/a partner con cui c’è coinvolgimento amoroso ed eccitazione generalizzata, per prolungare il rapporto sessuale è necessaria un’attenta concentrazione sui genitali, unita al contatto con la respirazione. Ogni orgasmo, anche se molto debole, è comunque accompagnato da un’accelerazione della respirazione, per cui se manteniamo la respirazione lenta e lunga, soprattutto con prolungate espirazioni, il controllo sulla nostra eccitazione aumenta e dunque anche sull’innesco del riflesso orgasmico. Il contatto con i nostri genitali consente di focalizzare a livello corporeo le sensazioni che precedono l’eiaculazione, come tale deve aumentare, non diminuire, per aumentare la durata del rapporto sessuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qui però entriamo nel punto nevralgico: abbiamo voglia di aumentare la durata del rapporto sessuale? Abbiamo voglia di sentire l’eccitazione crescere? Di contenere a lungo la tensione, mantenendo un contatto intenso e prolungato con la/il nostro/a compagno/a, fino a sperimentare un’esplosione talmente intensa da perderci? Da sentire i nostri confini dissolversi? Da perdere il senso di noi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’orgasmo precoce, sia per l’uomo che per la donna, ci mette al riparo dal rischiare una risposta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Oct 2023 16:36:40 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/aiuto-sono-troppo-veloce</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GRUPPO DI ASCOLTO, INCONTRO E SOSTEGNO PER GENITORI E PARENTI DI PERSONE LGBTQIA+</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/gruppo-di-ascolto-incontro-e-sostegno-per-genitori-e-parenti-di-persone-lgbtqia-</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Quando il coming-out…
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando in un nucleo familiare-affettivo una persona fa coming-out avviene una destabilizzazione, una crisi, un cambiamento, si presenta un’opportunità – non è sempre facile però.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cos’è il coming-out? E’ quando una persona sceglie di dire qualcosa che nessuno/a sa ancora, una novità rispetto al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è da dire che solitamente si dà per scontato che una persona sia eterosessuale e che l’identità di genere corrisponda al sesso biologico assegnato alla nascita. Ma non sempre è così. Dunque chi non si riconosce in queste aspettative familiari e sociali, può scegliere di
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            dirlo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      
           , cioè fare coming-out. Ma non è semplice dirlo quando le persone intorno te non se l’aspettano, quando temi di non essere accolta/o/*. E non è facile sentirtelo dire se non sei pronto/o per questa novità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con questa proposta noi vogliamo concentraci sulle difficoltà del sentirselo dire, sui vissuti dei genitori e/o parenti di chi fa coming-out. Perché tutti e tutte abbiamo paure nascoste, l’immaginario che avevamo può essere stravolto, per esempio possiamo avere dei dubbi riguardo alla prospettiva di felicità che si apre dinnanzi al nostro caro o cara o car*; e tanti altri timori, tutti diversi fra loro. Possiamo avere anche dei pregiudizi, o giudizi, e anche provare vergogna perché qualcosa che è stato nascosto stimola la vergogna. Ciò che non si conosce spaventa, è normale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ pensando a queste cose che abbiamo deciso di creare
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            un gruppo di accoglienza, ascolto e confronto per genitori e parenti di persone lgbtqia+
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      
           (cioè persone che hanno un orientamento sessuale o un’identità di genere diversi dalla norma, ossia dalla maggior parte).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sappiamo che la novità ci fa crescere, ma anche destabilizzare. In gruppo possiamo aprirci e confrontarci. Un clima accogliente può aiutarci nell’andare oltre il primo istinto di difesa e protezione di fronte al cambiamento inaspettato che rischia di travolgerci. Le nostre reazioni di difesa sono per lo più automatiche e a tratti ci spiazzano, vorremmo uscirne, ci piacerebbe stare vicino alla persona cara, ma non sappiamo come fare. Oppure pensiamo di non volerlo fare, di non esserne capaci. Le emozioni ci invadono; a volte è la rabbia, altre volte la speranza, o anche il desiderio. Sono tutti sentimenti che possono guidarci e farci crescere se lavoriamo sulla nostra consapevolezza e sperimentiamo insieme quanto sia possibile portarci nelle relazioni con autenticità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso l’ascolto e la condivisione delle esperienze altrui, in un gruppo di persone che stanno vivendo una situazione simile alla nostra, può essere più facile affrontare e gestire gli inevitabili conflitti che insorgono in famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il gruppo sarà condotto da una
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Mediatrice familiare e da una Counselor della Gestalt
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      
           , entrambe professioniste della relazione e formatrici. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/IMG-20230810-WA0004.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nostro intento è quello di provare a trasformare insieme la novità, da destabilizzante a risorsa creativa per il cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sara Bouchard e Daniela Vassallo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/IMG-20230810-WA0004.jpg" length="195043" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Oct 2023 14:27:08 GMT</pubDate>
      <author>info@centrosessuologiagestalt.it (Centro Sessuologia Gestalt)</author>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/gruppo-di-ascolto-incontro-e-sostegno-per-genitori-e-parenti-di-persone-lgbtqia-</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TESTIMONIANZE DI RIABILITAZIONE PERIANALE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/testimonianze-di-riabilitazione-perianale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Testimonianza di una psicoterapeuta gestaltica (Maria Grazia Fiorini)
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         “Come fisioterapista perineale, l’impostazione gestaltica ha fatto sì che l’approccio di Flavia Mahnic al sintomo sia sempre stato completamente diverso dal tradizionale modo di operare in fisioterapia.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la paziente arriva con un problema da risolvere (ipertono, ipotono, dolore,…) la richiesta è sempre la stessa: la risoluzione del problema, possibilmente con un intervento diretto. Nel suo modo di lavorare Flavia vede come il sintomo esprima un adattamento creativo della persona, che quindi molto spesso non rappresenta il vero problema bensì la soluzione trovata dall’organismo .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’essere gestalt counselor le permette di interrogarsi sul senso che questo “modo di stare” abbia per la persona, e questa prospettiva consente l’emergere di sofferenze (spesso anche molto antiche) che hanno coinvolto la zona perineale e che talvolta necessitano di un aiuto psicoterapeutico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Talvolta, non sempre, perché alcune volte il solo riconoscere dignità ad un certo funzionamento, l’accogliere il sintomo come il modo in cui quell’organismo si sta esprimendo, è di per sé risolutivo: già solo questo può permettere alla sofferenza di modificarsi. Altre volte invece emergono vissuti molto più complessi, profondi, che parlano della necessità di altri tipi di intervento e sono queste le occasioni in cui Flavia invia ad altri professionisti per permettere alla paziente di ricevere un sostegno completo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sapiente esperienza di Flavia, che integra competenze anatomiche, fisiologiche e di funzionamento strutturale alla delicata abilità di ascolto che la caratterizza, fanno si che le sue assistite si aprano con estrema facilità, sentendosi in un luogo sicuro e senza giudizio, venendo accolte senza riserve anche nelle proprie parti più fragili .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Permettere a qualcuno di entrare dentro di noi è uno dei momenti più difficili in medicina, e in qualche modo questo “permesso” con Flavia avviene parallelamente nel corpo e nell’anima, attraverso l’auto -svelamento."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Testimonianza di una paziente di Flavia Mahnic
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           New  “Chi soffre di dolore pelvico e perineale sa di cosa sto parlando: un dolore che fa sì che tu diventi il tuo stesso dolore; arriva spesso improvviso, sicuramente inaspettato, di certo sconosciuto a chi lo prova per la prima volta. In ogni istante della giornata sei in sua balìa e concentri tutta te stessa solo e soltanto nel trovare una risposta a questa semplicissima domanda: “cosa mi sta succedendo, cosa è capitato al mio corpo tanto da devastare la mia quotidianità, il mio lavoro, la mia vita sessuale, affettiva e sociale?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando incontrai Flavia Mahnic, io  mi trovavo in questa situazione; avevo alle spalle visite specialistiche di ogni tipo, passata al setaccio da analisi che escludessero ogni genere di patologia, assunto farmaci quasi sempre inefficaci. Insomma ero sfinita soprattutto psicologicamente, anzi, come Flavia stessa ebbe poi a dirmi, “accartocciata” su me stessa, non tanto e non solo per il dolore fisico che continuavo a provare ma soprattutto perché “impaurita” nei confronti di qualcosa di inspiegabile che stavo vivendo, qualcosa di vero e reale che però non aveva agli occhi degli altri un nome, un riscontro, una causa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima cosa che mi colpì di Flavia fu la sua finissima capacità di ascolto: con sensibilità, rispetto e delicatezza mi ha consentito di cominciare a parlarle di me, di come mi sentivo, di come stavo vivendo. Capii subito che le domande che mi rivolgeva non erano prese da un formulario tecnico per gli addetti ai lavori ma nascevano da un autentico e umano interesse per la mia persona e la mia sofferenza; di nuovo, dopo tanto tempo, tornavo ad essere io, una donna, ascoltata e accolta, che poteva finalmente esprimere il suo vissuto senza sentirsi giudicata, fraintesa o, peggio, derisa e compatita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’altro aspetto che mi preme sottolineare del nostro rapporto terapeuta-paziente è quello della fiducia, parola davvero cardine nel nostro percorso; fiducia che non solo io ho riposto in lei, ma soprattutto che lei ha riposto in me. Questo è stato importantissimo: mi ha insegnato che io potevo, anzi dovevo, farcela. Lei mi avrebbe sempre sostenuto per tutto il tempo necessario ma ero io, in prima persona, che dovevo esserci e crederci con tutta me stessa. Dovevo quindi essere disposta a mettermi in gioco, guardandomi dentro con coraggio, portando in superficie aspetti e ricordi anche brutti e dolorosi della mia vita. Quanti momenti di autentica, reciproca commozione, lacrime e sorrisi, abbiamo vissuto insieme per arrivare a tutto questo! Psiche e corpo, dimensione emozionale e fisica, sono davvero un tutt’uno, se uno soffre, l’altro non può stare bene e viceversa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con grande rispetto e delicatezza Flavia mi ha anche insegnato a conoscere meglio il mio corpo e, nel caso specifico del dolore pelvico, la “mappa” della zona perineale e genitale. Durante le sedute di fisioterapia, infatti, mi ha sempre spiegato, passo passo,  quello che stava facendo e perché lo faceva e cosa voleva ottenere: distendendo piano piano le mie fibre contratte, dava un nome a ciascun nervo, muscolo, tendine su cui stava operando; in questo modo abbiamo lavorato insieme, collaborando per lo stesso obiettivo nel quale io ero non solo coinvolta ma protagonista. Imparando a conoscere meglio queste zone del mio corpo, spesso considerate tabù, ho imparato anche ad avere maggior controllo del dolore, proprio perché potevo individuare concretamente la provenienza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione: so con certezza che non sarei arrivata a stare meglio come oggi sto, se non ci fosse stata Flavia al mio fianco, una persona che nella sua professione mette e dà tutta se stessa: mente ed anima, mani e cuore, conoscenza e umanità vibrante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A te, Flavia, il mio grazie.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Flavia+Mahenic-09099116.jpg" length="107971" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 26 Jun 2023 15:46:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SESSUALITA' E DELINQUENZIALITA'</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/sessualita-e-delinquenzialita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         "Se parliamo di abusi sessuali ci sembra doverosa una sottolineatura linguistica che faccia emergere i significati culturali della parola sessualità. Questi significati derivano da una concezione patriarcale che limita e degrada fortemente la sessualità femminile e quella di chiunque non si riconosca in una sessualità moralmente codificata ed etero orientata. Gli “abusi o molestie sessuali” chiamano in causa la sessualità, ma non hanno nulla a che fare con essa. Sarebbe più corretto definirli atti “delinquenziali” e non “sessuali”.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siamo talmente confluenti con l’attuale morale da non cogliere le incongruenze di certi processi di pensiero. Ad esempio, se un uomo utilizza le proprie mani per costruire una lancia termica e con questa vuole bucare la serranda di una gioielleria, a nessuno verrebbe in mente di definire questo atto come un “abuso artigianale”: lo si definisce un atto delinquenziale punto e basta. Non ci si interroga se i gioielli in vetrina erano “provocatoriamente in vista” o se l’uomo era “emotivamente alterato” perché non poteva permettersi un regalo costoso alla fidanzata. È un rapinatore e quindi un delinquente. E se alla fine del processo non subisce una condanna esemplare ci indigniamo che non c’è la certezza della pena e cominciamo a discutere sul diritto per i commercianti di avere armi e poter sparare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Però se lo stesso uomo usa le proprie mani per immobilizzare una donna e usa il proprio pene per violare l’integrità fisica e il diritto all’autodeterminazione di lei, definiamo questo atto un “abuso sessuale” e non so come reagiremmo se le donne, nel momento in cui venissero molestate per strada, estraessero una pistola e sparassero per proteggersi da una “molestia sessuale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il punto è che, per la morale patriarcale, palpare una donna su un autobus è meno grave che rubare una collana, in quanto la difesa della proprietà è più importante del diritto all’autodeterminazione femminile (o di altre “diversità” umane). Nel primo caso l’uomo viene definito un maiale “e però queste ragazze dovrebbero coprirsi un po’ di più…”, nel secondo caso è un ladro, quindi un delinquente e va punito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è una evidente manipolazione nell’utilizzo della sessualità per descrivere questo tipo di reati. La sessualità, d’altra parte, si presta a questo genere di manipolazione perché la sua etimologia evoca unione, partecipazione, piacere reciproco. Utilizzando la parola “sessualità” per definire un reato, si finisce inevitabilmente per alimentare un sospetto di connivenza tra le due parti in causa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se cominciassimo ad usare maggiormente il termine delinquente, molti comportamenti che erroneamente vengono definiti sessuali verrebbero visti sotto altra luce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comportamento delinquenziale ha caratteristiche diverse da quello responsabile/irresponsabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La “responsabilità” è un concetto largamente sviluppato nel PHG e in tutti i libri di Perls.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comportamento sociale “responsabile” si basa sullo sviluppo dell’adattamento creativo, cioè di quel processo di crescita in cui io mi adatto all’ambiente e contemporaneamente adatto l’ambiente a me. Un processo in cui è fondamentale la consapevolezza del mio essere indissolubilmente collegato all’ambiente e qualsiasi violenza io eserciti sui confini ha conseguenze negative su tutto l’ambiente e quindi anche su di me. Come sottolineano i fondatori della Gestalt, la cellula più piccola e indivisibile è “organismo/ambiente”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comportamento sociale “irresponsabile” si basa sul delirio individualistico, in cui io ritengo che se qualcosa va bene per me andrà per forza bene anche per gli altri. Di conseguenza ho dei vantaggi e non ne pagherò alcun prezzo. Un chiaro esempio è il tema ecologico: se continuo ad utilizzare la plastica sarò soddisfatto nel mio desiderio di acqua frizzante, imballaggi asettici, oggettistica a basso costo con la comodità dell’usa e getta senza sentire la responsabilità di dove tutta questa plastica vada a finire. Tranne poi sentirmi angosciato quando vedo immagini dei fondali marini pieni di plastica o di balene morte trovate con lo stomaco pieno di imballaggi di plastica o quando scopro che anche il cibo che mangio contiene frammenti di plastica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entrambi questi comportamenti sono accomunati dall’assunzione di responsabilità delle conseguenze delle mie azioni. La differenza è nel grado di consapevolezza di tali conseguenze. La persona irresponsabile, in realtà, è inconsapevole di tante conseguenze che le sue azioni possono avere. Un individuo che si metta al volante ubriaco, se non è un delinquente, riterrà giusto essere imprigionato se dovesse uccidere qualcuno (per l’eccesso di alcol alla guida), ma egli è convinto che questo non potrebbe mai succedere a lui (delirio individualistico).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comportamento “delinquenziale” si basa invece sulla totale o parziale indifferenza per la conseguenza delle mie azioni e sul diritto di violentare i confini del mio ambiente per ricavarne soddisfazione e/o profitto per me e per altri. È vero che spesso comportamento delinquenziale/criminale e comportamento sociale irresponsabile si sommano. Tuttavia nel comportamento irresponsabile in primo piano c’è l’inconsapevolezza e la persona è convinta di non fare del male ad alcuno. Nel comportamento delinquenziale/criminale in primo piano c’è l’indifferenza delle conseguenze sugli/sulle altre/i, sia persone, che animali, che ambiente. L’unico aspetto che conta è il mio guadagno e soddisfazione. Quando si sovrappone all’inconsapevolezza l’uomo arriva a comportamenti assurdi come quel boss della camorra che ordinò di svuotare rifiuti tossici in terreni dove sotto c’erano falde acquifere e all’obiezione di un sottoposto che faceva notare che avrebbero inquinato le acque che poi sarebbero arrivate nei rubinetti anche delle loro case rispose: “E che m’importa, tanto noi beviamo acqua minerale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La situazione si complica ulteriormente in quelle situazioni in cui il comportamento delinquenziale viene sostenuto dal governo e dalla morale, come nelle guerre, dove i/le soldati/e vengono autorizzate ad uccidere, anzi vengono pagati/e per farlo, vengono quindi autorizzati/e a compiere azioni tipiche dei comportamenti delinquenziali e criminali. Non a caso, durante le guerre avvengono violenze gratuite sui civili, furti, stupri, cioè azioni che appartengono al comportamento delinquenziale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Potremmo restare sorpresi dell’importanza di introdurre il concetto di comportamento delinquenziale anche nella pratica terapeutica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parecchi anni fa durante la seconda seduta di coppia emerse il fatto che a volte il marito diventava violento e picchiava la moglie. Chiedemmo al marito se si rendeva conto di essere un delinquente. Ci fu una grossa reazione da parte di entrambi, inclusa la moglie che difendeva il marito dicendo che era una persona per bene, solo che a volte perdeva il controllo. Fu un lavoro lungo, ma quando entrambi riuscirono a comprendere la portata di un cambiamento di prospettiva come quello di chiamare questa azione “delinquenziale”, la loro relazione cambiò radicalmente. In realtà era vero che lui era “anche” una persona socialmente responsabile con alcuni aspetti delinquenziali che lei finiva per sostenere. Quando lui riuscì ad accettarlo poté scegliere di rifiutarli e lei, contemporaneamente, mise in crisi il proprio ruolo di vittima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Possiamo e dobbiamo considerare che i comportamenti delinquenziali non sono tutti uguali, hanno gravità diversa e richiedono quindi condanne diverse o anche assoluzioni diverse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra l’altro riconoscere che i comportamenti delinquenziali sono tali perché hanno queste caratteristiche sopra descritte, cioè – ripetiamo – la totale o parziale indifferenza per la conseguenza delle mie azioni e sul diritto di violentare i confini del mio ambiente per ricavarne soddisfazione e/o profitto per me o per altri, aiuta a comprendere meglio le sindromi post-traumatiche che presentano molti soldati di ritorno da azioni di guerra. Se una persona non ha caratteristiche delinquenziali importanti, l’essere autorizzato dal proprio stato a commettere atti delinquenziali può non essere sufficiente per superare il giudizio della propria coscienza: cioè la consapevolezza di essersi comportato da delinquente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A proposito di responsabilità, Georgia Zara, professore associata di Psicologia criminologica all’Università degli Studi di Torino, afferma che una caratteristica dei sex offender, cioè coloro che compiono reati sessuali, è il diniego (Zara, 2018). Zara si interroga sulla funzione psicologica, clinica e soprattutto sociale del diniego, sottolineando come molti sex offender tendano a continuare a negare la loro partecipazione agli eventi offensivi, anche quando la condanna è divenuta irrevocabile: nella maggior parte dei casi non accettano la responsabilità per le loro azioni, invocando spiegazioni, a volte razionalizzando, altre volte minimizzando, per discolparsi da quanto accaduto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rischio di parlare di “violenze sessuali” è che lo sfondo sessuale finisca per essere una sorta di giustificazione o attenuante rispetto alla violenza compiuta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se smettessimo di includere i comportamenti delinquenziali nella sessualità, creeremmo uno sfondo culturale diverso da quello attuale e potremmo, forse, cominciare a parlare di quest’ultima per quello che è: una forza apollinea e al contempo dionisiaca, che crea, che tende a sostenere l’unione tra gli esseri umani attraverso esperienze piacevoli di vario tipo, che conduce ad un aumento di intimità, coesione e creatività, ma anche che porta al caos, al cambiamento, alla rivoluzione".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tratto dal libro "Sessuologia della Gestalt. Manuale imperfetto per continuare la rivoluzione sessuale" di Mariano Pizzimenti e Barbara Bellini, Franco Angeli, 2022.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 May 2023 10:33:35 GMT</pubDate>
      <author>ccecconato@gmail.com (Cristina Cecconato)</author>
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    <item>
      <title>Bambine e Bambini femministi</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A Fede piace mascherarsi: da pirata, da supereroe, da cavaliere... Il pezzo forte del suo armadio è una gonna viola, che adora. Ma il giorno in cui decide di indossarla per uscire, una signora lo scambia per una bambina e lui si arrabbia. Un bambino non può mettersi una gonna? Anni fa, le bambine non potevano indossare i pantaloni... Magari anche Fede riuscirà a vestirsi come vuole, o no?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Borges, Fagnani
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 11 Oct 2022 15:59:20 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>La gonna viola di Fede</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A Fede piace mascherarsi: da pirata, da supereroe, da cavaliere... Il pezzo forte del suo armadio è una gonna viola, che adora. Ma il giorno in cui decide di indossarla per uscire, una signora lo scambia per una bambina e lui si arrabbia. Un bambino non può mettersi una gonna? Anni fa, le bambine non potevano indossare i pantaloni... Magari anche Fede riuscirà a vestirsi come vuole, o no?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Borges, Fagnani
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 11 Oct 2022 15:55:21 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>LINA L'ESPLORATRICE</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il viaggio ideale di una bambina all'interno del proprio corpo, di quello che è e di quello che sarà, alla scoperta della vulva. Vulva e vagina vengono osservate e nominate, lontano da incertezze e tabù, per scoprire il loro funzionamento e fornire informazioni importanti su un corpo in costante evoluzione: la crescita dei peli, la cura dell'igiene intima, il ciclo mestruale e i cambiamenti che intervengono durante la crescita. Le sezioni divulgative sono contrassegnate con una piccola lente d'ingrandimento nell'angolo della pagina. Tra narrazione e divulgazione, Lina l'esploratrice intende offrire uno strumento che contribuisca alla diffusione di una educazione sessuale sana, che parta, prima di tutto, dalla relazione che instauriamo tra noi e il nostro corpo, da una profonda e spontanea consapevolezza di sé e da una rafforzata autodeterminazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hotter, Sonnberger, Staffelmary
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 11 Oct 2022 15:52:47 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>EROS E SESSUALITÀ: DIFFERENZE, CONFINI, ORIZZONTI</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          In dialogo con Paolo Mottana
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paolo Mottana, è professore di filosofia dell’educazione e di Ermeneutica della formazione e pratiche immaginali all’Università di Milano Bicocca, ha insegnato anche all’Università di Firenze e all’Accademia di Belle Arti di Milano. Dirige, insieme a Romano Madera, il Master in Culture simboliche per le professioni dell’arte, dell’educazione e della cura. Attualmente presiede l’Associazione IRIS (Istituto di Ricerche Immaginali e Simboliche), fondata nel 2005 insieme al suo gruppo di ricerca universitario. Tale Associazione indirizza le sue ricerche da una parte alla riflessione intorno al ruolo dell’immagine simbolica nell’educazione e dall’altra alle prospettive di una controeducazione radicale e libertaria. Ha collaborato con Riccardo Massa per alcuni anni, come suo allievo, con il quale si è occupato di studiare la relazione tra psicoanalisi e formazione (da cui il testo Formazione e affetti, Armando, 1993 e Dissolvenze. Le immagini della formazione (con Angelo Franza), CLUEB, 1996).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Nicole:
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         In uno dei tuoi libri dal titolo Piccolo manuale di controeducazione, scrivi: “Idee inattese e istruzioni necessarie per rovesciare credenze ossificate, ideologie aberranti e poteri inamovibili e ritrovare l’appetito bruciante, sessuato e nervoso di capire, di fare e di pronunciare il violento sì alla vita che le nostre diseducazioni ci hanno intimato di tacere”.  In questo orizzonte  la controeducazione che rapporto ha con l’eros e la sessualità?
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Tu sai che ho recentemente pubblicato un libro dal titolo La Gaia Educazione, che è un po’ un modo di riproporre la stessa cosa con un linguaggio più vicino alla filosofia nietschiana; ha al centro l’affermazione della vitalità. Si chiama controeducazione perché ritiene che il corpo più importante delle pratiche educative derivi di fatto da un atteggiamento di tipo ascetico. La pedagogia storica, tradizionale, quella più diffusa, ha in comune in linea di massima una visione piuttosto prosciugata delle dimensioni del desiderio, dell’erotico, delle emozioni, del contatto, del corporeo. Tutti noi siamo passati attraverso una macchina di formazione in cui queste dimensioni erano escluse o comunque marginalizzate, o temute, in qualche modo sanzionate, e più di tutte la sessualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sessualità ha sempre rappresentato un problema nella nostra civiltà e anche in altre, (non in tutte) e continua a farlo di fatto, soprattutto in ambito educativo. E’ da pochissimo che si è risvegliata una sensibilità in questo senso, ma rimane ancora marginale rispetto all’educazione egemone. Fare controeducazione vuol dire innanzitutto pensare ad un’idea e a pratiche educative che incorporino, che affermino, che mettano in gioco quelle dimensioni che sono sempre state escluse: il desiderio, la passione, il piacere, l’eros, il godimento, ognuna di queste espressioni richiederebbe approfondimenti specifici. Tutto quello che ha  a che fare con ciò che si è sempre creduto dovesse essere esorcizzato, proprio perché poteva contaminare lo stesso lavoro di apprendimento, di esperienza etc... che invece secondo me è pienamente coerente con qualsiasi  esperienza; semmai il problema sta in quelle pratiche che cercano di scindere aspetti del vissuto che non è possibile scindere. Le pratiche educative che mortificano il corpo, il desiderio, la sensibilità, l’immaginazione, meriterebbero un’ampia compensazione, ovvero un’altra educazione. Personalmente non credo che la scuola sia riformabile sotto questo profilo - questo l’ho già detto e ridetto - perché mi sembra che proprio strutturalmente la scuola o fa un salto mortale su se stessa, e muta radicalmente, il che mi pare improbabile, oppure i luoghi stessi, il personale per come è stato formato, la filosofia di fondo che scorre dentro quelle mura è tale che mi sembra abbastanza incapace di accogliere un tale cambiamento. Trovo abbastanza ridicole le novità come ad esempio l’ora di educazione alla felicità, è come pensare che ci siano tutta una serie di ore dell’infelicità e poi l’ora della felicità come una panacea, mi sembrano grottesche rispetto alla pervasività delle dimensioni sacrificali: o le si incorpora in un approccio completo, integro e armonioso, modificando il senso, il tempo e gli oggetti con cui si fa esperienza oppure è solo una caricatura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La controeducazione mira ad affermare il riscatto di quelle dimensioni di vita ed esperienza di bambini e ragazzi fortemente mutilate dal trattamento scolastico tradizionalmente inteso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Quali sono secondo te gli spazi esperienziali, anche se non riconosciuti dalle istituzioni come formativi, in cui è possibile vivere più pienamente la sessualità, l’eros, la corporeità e la capacità di creare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Nella mia esperienza personale - e credo che questo abbia giocato un ruolo decisivo nel mio modo di intendere l’educazione - ho scoperto l’integrità dell’esperienza educativa: esistono delle situazioni educative o si possono creare delle situazioni educative dove tutte queste dimensioni cooperano, per esempio nei soggiorni di vacanza. Ho iniziato facendo l’educatore nei soggiorni di vacanza con i ragazzi, e mi ricordo che in quelle situazioni si facevano attività di tanti generi, io ho iniziato con i Centri Rosseau dove c’era questa idea di educazione collettiva, e i ragazzi facevano da mangiare etc.. Un modello che tra l’altro ha illustri precedenti. In quel tipo di situazione ad esempio, essendo noi un gruppo che non aveva inibizioni sotto questo profilo, mi ricordo che la dimensione erotica sessuale era sufficientemente libera sebbene con certi limiti ovviamente e credo sia possibile in tante altre situazioni nella vita dei ragazzi non appena escono dalle mura e dai sistemi di disciplinamento nei quali la maggior parte del tempo sono rinchiusi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ chiaro però che per riportare dentro l’educazione e dentro le istituzioni formative una filosofia che abbracci  l’integralità dell’esperienza bisogna lavorare su tante cose. C’è una morale molto complicata e ancora tutta da rigenerare rispetto per esempio alla sessualità e all’eros dei bambini e degli adolescenti, che poi ha fatto molti passi indietro rispetto quello che se ne pensava alcuni decenni fa, e gli stessi ragazzi e ragazze sono secondo me in una condizione di grande digiuno culturale, non tanto esperienziale, quanto culturale anche se hanno degli input, ma schizofrenici che non offrono loro una visione particolarmente sensata della questione.  Si tratta di tutto un continente che avrebbe bisogno di un enorme investimento, forze e soprattutto una sprovincializzazione.  Un lavoro sulla moralità che riguarda queste tematiche è ancora tutto da fare dal mio punto di vista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          In una tua intervista dichiari,  “La sessualità è una delle sfere più straordinarie e trasformative nella nostra vita”. Cosa intendi quando attribuisci alla sessualità questo potere, inteso come capacità trasformativa?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          C’è un primo livello in cui intendo dire che la sessualità è uno dei pochi ambiti in cui possiamo ottenere piacere con il minimo sforzo, è la più semplice, la più diretta.  Penso alle pratiche masturbatorie  e  - come sempre ha sostenuto la filosofia edonista - è una dimensione in cui  riprendiamo il diritto di stare bene; è una vera oasi di piacere, che andrebbe rivalutata per questo. Poi ritengo che la sessualità, siccome appunto non è semplicemente un’esperienza di tipo fisiologico – naturale, ma è tale perché nell’umanità è diventata un’esperienza culturale e colta in alcuni casi, quanto più noi la coltiviamo, quanto più diventa un oggetto di preparazione, dove impariamo dei modi per intensificarla, per raggiungere degli stati anche particolarmente forti di estasi e dilatazione del campo sensoriale, sono certo che comporti anche degli effetti trasformativi. Non è una cosa del tutto ovvia, ma in ogni caso l’esperienza sessuale, anche ad un livello base, ci trasforma nel senso che ci rende più in sintonia con il vivere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo lo sosteneva già Fourier: le persone appagate sensualmente e sessualmente sono più disposte a fare i conti con altre dimensioni della vita. Credo questo sia un obiettivo sociale fortissimo, quello di riuscire finalmente a realizzare il più possibile l’appagamento sessuale delle persone. Ma è difficile spiegare e sostenere questa cosa. Le persone appagate sessualmente in generale  credo abbiano una visione del mondo meno aggressiva - non nel senso che dicevi tu prima - ma meno violenta, meno competitiva, meno invidiosa. Penso sia importante stare bene da quel punto di vista come dimostrano molte ricerche archeo - etnologiche, di realtà più pacificate con il mondo, mentre la frustrazione sessuale (o la competitività sessuale)  che oggi è molto diffusa, invece è uno dei principali aspetti del nostro malessere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Come esperienza culturale, la sessualità è anche un luogo pieno di pregiudizi, di paure, di introietti, penso ad esempio al femminile o meglio al piacere femminile. Cosa ne pensi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Viviamo ancora in un civiltà dominata da un simbolismo della sessualità di tipo patriarcale, e nonostante da un po’ di tempo si sia affacciata di nuovo un’altra modalità di intenderlo, comunque c’è ancora molta strada da fare, specialmente al di fuori di certe cerchie un po’ privilegiate,  e già sensibilizzate, in questo senso. Purtroppo tutta questa sfera è ancora pesantemente giocata da un codice simbolico -culturale di tipo prevalentemente maschile e prima che si riaffaccino altre forme di identificazione, ci vorrà del tempo e soprattutto ci vuole una grossa battaglia contro il pregiudizio perché personalmente ritengo sia necessario culturalizzare la sessualità: vuol dire che  deve diventare un tema attorno al quale c’è una formazione di tipo culturale e non una formazione di tipo medico - psichiatrico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Credo che questo aspetto meriti di essere approfondito, perché gli interventi educativi o preventivi (come spesso vengono definiti) risolvono alcuni temi - in questo caso la sessualità - ad una lettura o interpretazione medicalizzata, depotenziando e riducendo la complessità dell’esperienza e dell’essere umano a questione medica e di prassi igienico – sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Infatti parlo degli esperti che provengono proprio dal mondo psichiatrico – medico, e quindi che restituiscono della sessualità un’ immagine un po’ macchinica da una parte, e un po’ moralistica dall’altra. Questi professionisti creano allarme. Nella maggior parte dei casi l’educazione sessuale diventa il modo per non incorrere in tutta una serie di guai, come se la sessualità fosse fondamentalmente un pericolo. Poi ora ci sono delle forme un po’ più ibride come l’educazione affettiva, ma una formazione di tipo culturale ancora non la vedo. Dove per culturale intendo che innanzi tutto c’è una cultura della sessualità, c’è un’ arte, c’è una letteratura, c’è una filosofia, c’è un sapere e ci sono delle arti collaterali. Ovvero l’atto sessuale non è solo l’incontro di due corpi, ma anche la creazione di ambienti, di una cosmesi, di un tipo di alimentazione, di tutta una serie di elementi collaterali che rendono l’atto sessuale un atto pienamente umano, riacquisendo tutta la sua statura sofisticata e liberatoria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sessualità è un ambito che sconta millenni di scotomizzazione, ma leggendo delle civiltà matriarcali dove la sessualità non solo era una pratica evidentemente diffusa, libera ma soprattutto era una cosa sacrale era la dimensione che aveva il primato, si verifica con stupore il terribile scarto che pesa sul nostro tempo. Noi da millenni viviamo in una civiltà patriarcale  che ha diffuso una quantità enorme di pregiudizi su questa materia e soprattutto ha creato dei dislivelli nei vari poteri che si spartiscono poi l’uso della sessualità, da sempre c’è stato un mondo di privilegiati, di aristocratici che hanno vissuto la sessualità in maniera molto piena e hanno  usato schiavi, schiave solo come oggetti però comunque coltivando un sapere del sesso. C’è sempre stata una porzione della popolazione che ha saputo che nella dimensione sessuale c’erano  dimensioni di tipo trasformativo anche in senso spirituale, tutte le sette esoteriche più importanti hanno coltivato pratiche sessuali a scopo estatico – trasformativo, c’è  tutta una tradizione della magia sexsualis che viene da lontanissimo. Quindi voglio dire però è sempre stato patrimonio di un’area privilegiata e piccola della società a parte alcune pratiche popolari di origine dionisiaca che si sono abbastanza mantenute anche  fino all’epoca moderna, però  sono rimaste popolari solo fino ad un certo tempo, e poi sono state molto perseguitate.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre bisognerebbe distinguere tra popoli e nazioni. Sappiamo cosa ha voluto dire la civilizzazione cattolica in moltissimi popoli proprio da questo punto di vista che poi magari hanno aggiustato le loro tradizioni contaminandosi. Ci sono infiniti  esempi e anche solo questo dovrebbe costituire un grande argomento di esplorazione culturale importantissimo per renderci conto che  noi siamo ignoranti sulla storia della sessualità, delle sue forme, sulla storia della famiglia per venire a  un tema di immediata attualità, che ci mostrerebbe infinite gamme, sfumature di forma intorno ai rapporti tra le figure parentali. Di tutto questo non sappiamo niente e quindi siamo completamente sprovveduti rispetto alla possibilità di dialogare, con noi stessi, con i giovani con i bambini su questi temi.  Credo che a questo andrebbe posto rimedio, ma non perché si debba fare solo l’educazione sessuale.  Questa è un’area cruciale della nostra vita che è stata totalmente pervertita; altro che perversione sessuale! E’ la sessualità in sé che è stata pervertita ad un uso estremamente miserabile. E di questo oltre agli elementi di colpevolizzazione che quasi tutti noi credo ancora oggi ci trasciniamo appresso, a tutto questo andrebbe posto rimedio e ciò permetterebbe di fare un grande salto di vitalità al mondo in generale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Su un piano più generale, la tematica del piacere, la liberazione dello spazio e del tempo di ozio e di gioco e di tutte queste dimensioni è una tematica che andrebbe posta con forza oggi. Invece questo nostro mondo, che paradossalmente sembrerebbe arrivato ad un alto grado di ricchezza, tende a confinare e marginalizzare l’esperienza del piacere, delle grandi pratiche edonistiche che sono sempre state patrimonio degli aristocratici; queste pratiche andrebbero secondo me ridistribuite, ma questo presuppone certamente una formazione. Invece la nostra formazione va in direzione ostinatamente contraria,  prepara le persone esclusivamente al lavoro e allo sfruttamento, in queste condizioni nessuno ha interesse a proporre un’educazione alla liberazione dei desideri, al piacere, allo sviluppo delle doti creative, tutto questo non fa comodo a chi ci vuole suddit
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Non è produttivo forse, ovvero non rientra in un discorso di logiche economiche almeno per quanto riguarda la nostra società contemporanea?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
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    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sì, anzi credo che la sessualità sconti proprio il fatto che tutti i sistemi di organizzazione della sessualità siano stati intesi a fare della sessualità una pratica produttiva o riproduttiva, mentre la sessualità come l’alimentazione è una pratica dissipativa e questo fa una paura enorme al potere. Proprio per questo è una pratica rivoluzionaria, come l’infanzia è un’età non produttiva e per questo si è sempre cercato di organizzarla e reprimerla.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Capisco. Questo senso di costrizione sembra vada di pari passo con la scoperta della propria corporeità, e dunque della sessualità, con quelle che vengono chiamate le fasi dell’età evolutiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Infatti i bambini sono liberissimi, se non venissero coltivati da piccoli a colpevolizzarsi, sono gli esseri più liberi rispetto a questa dimensione. E lo eravamo tutti probabilmente, chi per pochi giorni, chi per qualche anno. Poi piano, piano, progressivamente ci hanno inculcato un modello negativo della sessualità. Io ricordo bene, personalmente è stato un grande travaglio raggiungere un po’ più di tranquillità su questo argomento, c’era un’alleanza formidabile tra famiglia, scuola, chiesa, su questi temi. Gli adulti erano tutti coalizzati nel colpevolizzare le pratiche sessuali, pur in un periodo anni 60’- 70’ in cui c’era un movimento di liberazione, però di fatto nel mondo diffuso era ancora un tabù. Per esempio sulla masturbazione. A me sembra di vedere che almeno da questo punto di vista i ragazzi di questa generazione almeno su questo aspetto siano un po’ più liberi; in compenso hanno altre difficoltà:  poiché oggi la sessualità è stata investita d’incitamenti prestazionali, intesa come un campo d’eccellenza, di competizione, che però poi crea problemi come ad esempio la eiaculazione precoce. Ai miei corsi organizzo uno o due giorni su questi temi ma mi sembra di sentire ancora delle idee degli anni 50’, sono ancora pieni di pregiudizi pazzeschi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Io sostengo l’idea di una formazione culturale su questo tema. Poi la sessualità non è una cosa pacifica, è un continente complesso, chi approfondisce la cultura sa bene quali sono le zone davvero oscure, è un’immersione dentro una materia ribollente, e proprio per questo anche autentica e affascinante. La sessualità è una cosa mai scontata, mai ovvia, è una grande avventura sempre.  Poi ci sono i luoghi dell’eccesso, non dico delle perversioni perché è un termine negativo, ma delle preferenze, delle manie, delle fantasie, che oggi è un po’ più venuto alla ribalta grazie a dio. E credo che debba sempre più venire alla ribalta come un mondo di sfumature. La sessualità è bella per questo, ha una grande varietà, anche se poi magari uno di noi impara cosa preferisce, e magari la vuole sempre più raffinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ci insegna la grande letteratura su questi temi, grandi autori che ci tramandano la vita sessuale in tutte le sue forme. Così la letteratura per esempio è ricchissima, anche quella contemporanea occidentale anche se talora meno raffinata che in altre epoche e culture. Esiste un continente immenso sconosciuto, o censurato o mai più pubblicato, conosciamo le vicissitudini dell’opera di Sade. E’ ora di finirla, non siamo più nel medioevo, non c’è più la zona dell’Inferno nelle biblioteche. E’ ora di aprire, con cautela, d’accordo perché la sessualità non è un oggetto banale, ovvio o pacifico. Può pacificare una volta soddisfatta, ma la strada per arrivarci può essere anche complicata, perché non è sempre lineare. Ma proprio per questo è straordinaria. Nella mia vita una delle aree più ricche credo sia quella sessuale. Trovo che nella sfera sessuale si raggiungono delle condizioni che ci rinfrancano di essere nati, perché talvolta la percezione della propria esistenza sembra condannata ad una sequenza di noie, di disagi, di malanni, in gran parte prodotti dalla società,  in gran parte costitutivi dell’esistenza stessa, e credo che la sessualità resti un grande farmaco, come è sempre stato in tante civiltà preistoriche o aborigene ma ancora anche medievali, la sessualità è sempre stata la moneta con cui ripagarsi della durezza della vita, come succede anche nel mondo animale.
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Forse la sessualità è anche un modo per conoscere ed esplorare angoli oscuri di noi stessi in relazione all’Altro, in un processo di crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Si, questo è interessante perché in parte è un’esperienza in cui possiamo conoscerci da soli, in parte è necessario l’Altro, perché l’Altro quando è in forte sintonia ci apre continenti che neanche immaginavamo, in questo aveva ragione Fourier quando diceva che noi abbiamo bisogno di questa esperienza nella sua varietà e nella sua molteplicità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Cosa pensi rispetto allo scambio che nella sessualità avviene tra i soggetti coinvolti? Personalmente credo che il luogo della sessualità possa anche essere un luogo del riconoscimento dell’alterità, e che tale riconoscimento possa restituire integrità e pienezza ai soggetti, e questo può avvenire paradossalmente anche nell’esperienza della fusionalità che possono fare i corpi. Secondo te?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Questo è un tema molto complicato, il tema del piacere e del godimento su cui sono sempre ricadute una serie di conseguenze morali di tipo spiritualistico anche in certe visioni psicoanalitiche. Penso a Lacan in particolare, a come lui guarda il fenomeno del godimento e come vede il rapporto sessuale, che sicuramente ha degli elementi di verità: è chiaro che nel rapporto sessuale c’è un continuo gioco tra il proprio piacere e il piacere dell’altro e che nel momento del godimento è difficile essere insieme, anche se io non riesco a capire quale sia il problema. Io non  giungerei mai a dire che non c’è il rapporto sessuale, il rapporto sessuale c’è , ma è un continuo movimento tra sé e l’altro, tra sé e gli altri, o tra sé e se stessi parti di sé, immaginazione, fantasie, etc ... però in questo  non vedo nulla di inquietante nel senso che la sessualità è qualcosa in cui siamo noi stessi e con altri. Ecco il termine fusione va bene da una parte ma non credo sia l’obiettivo della sessualità, l’obiettivo della sessualità credo sia il piacere. Il piacere condiviso che non necessariamente presuppone una fusione, anche se possono esserci dei momenti fusionali, degli stati di estasi che hanno un carattere fusionale androginico dove si perde la condizione del maschile e del femminile, tra chi penetra e chi è penetrato, di chi riceve e di chi accarezza e tutto questo fa parte dell’esperienza del trascendimento dei propri confini, su questo non c’è dubbio. Poi che questo sfoci in un sentimento unitario o meno mi sembra meno importante, perché la sessualità è un’avventura, non è mai scontata  e non porta mai nello stesso posto. Poi se continua a portare sempre nello stesso posto forse la persona crea le condizioni perché vada sempre nello stesso modo, e va benissimo come chi vuole mangiare per tutta la vita le crocchette di patate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La concezione del godimento, così come viene tratteggiata da una certa psicoanalisi e da certe visioni in cui si suppone che il godimento sia l’annullamento del desiderio, a me sembra grondare metafisica, sono molto più d’accordo con le filosofie edoniste.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si deve mai parlare di piacere o di desiderio al singolare, ma ce ne sono tanti, ci sono tante voglie, tanti piaceri che una volta soddisfatti si spengono per un po’. Ad esempio abbiamo questa idea che dopo i rapporti ci si sente tristi o delusi. E’ vero che può succedere questo, ma perché c’è un’ideologia che ci ha pervaso al punto che quando scompare l’irruzione del desiderio, dopo l’orgasmo, quando la dimensione irrazionale sparisce, interviene la dimensione razionale che ci dice: oddio cosa ho fatto? Invece esattamente come succede per il nutrimento, come quando si è finito di mangiare tanto, si è semplicemente sazi. La sazietà a volte può essere anche un appesantimento o un affaticamento. La sazietà è sacrosanta e allora ci si riposi, si dorma, magari abbracciati. Infatti nell’economia della sessualità in alcuni autori come in Sade è contemplata l’estetica della sessualità, rifocillamento, riposo, sessualità etc.. la sessualità deve trovare un suo ritmo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La versione deludente della sessualità invece pertiene ad una visione che l’ha sempre vista come un oggetto drammatico, molto più di quanto non lo sia. Dopodiché può diventarlo, come in tutte le cose, l’economia libidica dell’eccesso contempla la dimensione drammatica, però non necessariamente. Come nel famoso film giapponese “L’impero dei sensi” di Nagisa Oshima, in cui alla fine lei lo uccide strangolandolo, dopo aver esplorato tutte le progressive forme del godimento, è chiaro che può essere un’avventura anche estrema  per il corpo e per lo spirito, in determinate, estreme circostanze. Oppure come in “ Giovane e bella”, film che ho molto amato, dove quest’uomo anziano ha un infarto mentre fa sesso, a parte il fatto che si è detto sempre che quella è una buona morte. Comunque non c’è dubbio che la sessualità è anche qualche cosa di molto forte, appassionante, a volte anche di violento. Ma mai in un senso solo, a parte quando uno dei due diventa semplicemente l’oggetto, allora in quel caso c’è qualche cosa di disturbato, ma comunque anche lì è difficile dare dei giudizi definitivi e a volte si scoprono cose misteriose. E’ chiaro che la sessualità non pertiene alla dimensione razionale dell’esperienza, solo in parte può essere razionalizzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di fatto nell’atto sessuale si eccitano delle parti umane che non sono pienamente sotto controllo, e qui sta il ruolo dell’arte di amare, che cerca di farne una pratica diciamo più gestibile, ma sempre con la consapevolezza che non può esserlo fino in fondo. La sessualità è qualche cosa da brividi, che nel momento in cui si affaccia, ne sentiamo anche tutta la potenza, è qualche cosa di inevitabile in certi momenti, è una chiamata verso un luogo altro e quindi a me non stupisce che qualcuno ogni tanto ci lasci le penne. Il mondo della sessualità è così vario che ci sono dei rischi, ci si fa male. Però questi sono degli estremi, la libidine dell’eccesso che alcuni percorrono, c’è un nero. Dunque c’è una dimensione del nero che è una dimensione che ci rende umani però.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          E forse è una dimensione che appartiene a tutte le esperienze della vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          In una certa misura si, però la sessualità è una delle più potenti perché ci porta in prossimità di quella cosa che noi chiamiamo morte insomma. Nel senso metaforico ma a volte anche nel senso fisico, c’è questo collasso corporeo che si chiama orgasmo che effettivamente  è un’esperienza limite, l’esperienza di uno stato straordinario, che credo possa capitare altrimenti solo con l’ausilio di droghe
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Credo che il discorso della fusionalità, di cui ti parlavo prima, si giochi proprio in questi termini, ovvero  come la tensione a perdere il confine, non c’è più il confine tra me e l’ambiente, tra me e l’Altro … Quindi non tanto  o meglio non solo un’immagine idealizzata di fusione tra i due.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La fusionalità non deve essere pensata come un traguardo tra i due, la sessualità è un viaggio. Poi tutti ci hanno spiegato che il percorso dell’orgasmo femminile è diverso da quello maschile. Quindi è chiaro che non sono due cose che combaciano, dunque in questo Lacan ha ragione - a parte che poi ci sono anche i rapporti omosessuali dove le cose sono ancora diverse e probabilmente sono più armonici da questo punto di vista - ma non credo sia un problema né di armonia né di fusione nel senso diciamo un po’ idealizzato del termine, è più una questione di un’esperienza in cui ci si scambia delle cose che poi ognuno vive  a modo suo. E’ questa distanza o avvicinamento che rende affascinante l’esperienza in sé. C’è molto il movimento del gioco, della lotta e tutti questi elementi sono pienamente legittimi nel campo della relazione sessuale, ma anche nel campo della relazione amorosa in generale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Dal tuo punto di vista qual è la differenza tra eros e sessualità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          E’ un argomento su cui sono scorsi fiumi di discussioni, in questo momento sono più in dubbio d’un tempo su certe cose che ho affermato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eros per me è un’espressione che mi rimanda appunto ad una figura simbolica, mitologica, eros è una sorta di metafora dell’attaccamento, del desiderio, del legame irrazionale che ci colpisce, quindi può aver applicazioni che travalicano la dimensione sessuale. Il termine erotico si può applicare a tante cose, non ultimo l’educazione, come ho fatto tante volte dove non intendevo necessariamente una sessualizzazione dell’educazione, ma evidentemente un’educazione dove il desiderio, il piacere, queste dimensioni fanno da costellazione simbolica all’attività educativa. Poi  ho anche distinto come altri la sessualità dall’ amore. La sessualità è un appagamento di tipo fisico – sensuale, mentre l’amore è un coinvolgimento di tipo evidentemente più psicologico in senso ampio. Rispetto ad una persona in particolare, una sensazione, un animale, ci si può innamorare di tante cose, anche dei propri genitori. Poi l’amore è un oggetto imprendibile, dove le interpretazioni sono talmente tante; però, parlando di amore passionale, sensuale, o in senso romantico comunque diciamo che l’amore sembra una cosa che si può smarcare dalla sessualità. Personalmente ritengo - e credo che questo sia dimostrato dalle pratiche masturbatorie - che la sessualità può avere una sua soddisfazione a prescindere dalla presenza fisica di un partner, uno può fantasticare di far l’amore con una grande diva del cinema e masturbarsi e viceversa, quindi la sessualità è molto vicina ad un’esigenza di tipo fisiologica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopodiché però la sessualità si culturalizza e si riempie di dimensioni psicologiche, quindi non è sempre facile fare questa distinzione e credo che sia abbastanza vero, anche se su questo poi è difficile dire qualche cosa di definitivo, che la sessualità in presenza di amore é qualche cosa di più appagante. Perché ci sono delle esigenze anche nella dimensione sessuale che fanno riferimento alle cure di natura psicologica, di contenimento, di accudimento anche semplicemente dopo l’orgasmo, il godimento di ritrovamento in una dimensione psicologica a due che sono più soddisfacenti di quando la sessualità si riduce al puro atto. Credo che si possa distinguere, e al tempo stesso però le due cose hanno dei forti legami. Detto questo però sono dell’idea che comunque la sessualità debba essere considerata una questione di natura corporea innanzi tutto,  e che quindi presupponga una conoscenza del corpo, delle sue arti, delle sue forme etc … e che abbia il diritto di essere appagata anche in assenza della dimensione erotica, nel senso ampio di questo termine. E’ un’esigenza fisica che la maggior parte di noi ha, a parte chi ha un modo ascetico di stare al mondo, come c’è gente che mangia molto poco, altri non fanno sesso. Però comunque credo che la sessualità sia una grande esigenza fisiologica, che si completa quando c’è anche un vissuto di tipo erotico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Credo che quello che tu dici restituisca dignità anche alla dimensione corporea che è stata deprivata per secoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Si, il corpo è il grande assente di tutta la nostra formazione, penso a quante pratiche corporee esistano in altre culture o nella nostra cultura antica e che sono andate progressivamente perdendosi. Ora alcune si riaffacciano, c’è un certo neopaganesimo: le pratiche termali, il massaggio, la cosmesi, sono tutte dimensioni che hanno sempre fatto parte delle culture dove il corpo aveva una funzione importante e sono andate smarrendosi, fino in qualche modo ad insinuare che fare queste pratiche fosse qualche cosa di scorretto o peccaminoso. Ancora oggi specialmente nella cultura di sinistra che come sappiamo è un po’ moralista, e un po’ secondo me infiltrata pesantemente di elementi religiosi c’è molto moralismo su questo. Le donne di sinistra e gli uomini di sinistra tendono un po’ a questa sorta di poverismo, di essenzialità, che è molto simile a quella che adottano i cattolici, c’è una grande somiglianza. Invece credo che siano questioni simboliche molto più profonde e complesse che non si possono ideologizzare così.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          In qualche modo sembrerebbe che il grande tema rimane quello del corpo nella nostra civiltà. Cosa ne pensi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Non sempre metto questi aspetti insieme, comunque credo che il corpo sia il grande penalizzato della nostra civiltà, il corpo non è considerato e poi esplode in forme schizofreniche. Oggi assistiamo ad atteggiamenti folli o a pratiche di cura estreme: le attività in palestra, la chirurgia o appunto i corpi totalmente ascetizzati. Noi non abbiamo una vera cura del corpo. Non viene insegnata ai bambini e agli adolescenti, i loro corpi sono elusi per lungo tempo, soprattutto dalle istituzioni formative, non vengono considerati nella loro complessità. Perché noi poi siamo prima di tutto corpo, è chiaro che questa è una visione materialistica, però credo che non possiamo prescinderne. E fin tanto che non ce ne si preoccupa in modo serio, a partire dagli spazi e dall’integrazione delle pratiche corporee comprese quelle sessuali e quelle erotiche, ma anche quelle sportive. Per esempio sul tema della violenza e dell’aggressività, credo che si debba riportare all’ordine del giorno la necessità di un esercizio della violenza nel senso di attività di combattimento, cioè il corpo ha diritti che sono profondamente negati nella nostra società e credo che questo poi si paghi sul piano psicologico. Il piano del super investimento cognitivo ci rende molto fragili, non essendo incarnati nel corpo che è il solo capace di elaborare l’urto del mondo. I nostri corpi sono veramente resi strumenti poveri in generale, anche da parte di chi se ne occupa moltissimo per converso, c’è una sorta di compensazione delirante del corpo, non c’è equilibrio. La formazione deve fare i conti seriamente con questi aspetti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nicole:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Paolo ti ringrazio perché ho fatto un viaggio ascoltandoti e mi hai permesso di fare alcuni collegamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Grazie a te Nicole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 24 Sep 2022 08:24:09 GMT</pubDate>
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      <title>INTERVISTA A BOB E RITA RESNICK</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           INTERVISTA A BOB E RITA RESNICK
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Robert W. Resnick, Ph.D., Psicologo clinico, è stato un terapista della Gestalt e delle coppie da oltre 50 anni e un formatore internazionale da quasi 50 anni. Formatosi (1965-1970) e certificato personalmente (1969) dai Drs. Fritz Perls e James Simkin, è il più giovane dei “vecchi”. Con orgoglio, il Dr. Resnick è stato scelto da Fritz Perls per essere il primo terapista della Gestalt a introdurre la Gestalt Therapy in Europa nell'estate del 1969. I Resnick sono felicemente sposati. Lo stile di Bob è caldo e coinvolgente e parla con chiarezza e umorismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Rita F. Resnick,  Ph.D., è stata presidente di facoltà del programma di formazione residenziale estiva europea Gestalt Associates Training Los Angeles (GATLA) dal 1991 e membro di facoltà dal 1986. Oltre allo studio privato in California, Rita forma psicoterapeuti negli Stati Uniti, in Australia e in Europa sia in Gestalt che in Terapia di coppia. I suoi interessi professionali includono l'esplorazione di approcci innovativi e di supporto alla supervisione e un interesse devoto, appassionato per l'area delle donne che invecchiano, della menopausa e della vitalità di mezza età. Nel 2016, Rita ha pubblicato un capitolo in  "Women in Gestalt Therapy", ed. Adriana Fecova e Breatrice Wimmer, "Voci di terapiste della Gestalt provenienti da Europa, Stati Uniti e Israele" che hanno contribuito allo sviluppo della terapia della Gestalt. Rita è nota per il suo calore, perspicacia e per la sua capacità di mettere in relazione chiaramente il lavoro clinico con la teoria. I Resnick sono felicemente sposati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Piergiulio: Come avete cominciato e come vi siete sviluppati come specialisti di coppia?
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È meglio che inizi tu, siamo partiti insieme, ma tu avevi già iniziato...
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Mi è diventato chiaro, quando ho iniziato la terapia della Gestalt, quando è stato... nel ‘65,  non c'era quasi niente sulle coppie, niente sulle relazioni, tranne sulle relazioni terapeutiche, ma non c'era niente sull'amicizia o sulle relazioni primarie e  io mi sono interessato a questo in particolare. Penso che tutto il materiale fosse nella letteratura della Terapia della Gestalt, ma non era assemblato in nessun modo fruibile.  Ad un certo punto, non so esattamente quando, Josef Zinker e Sonia Nevis hanno assemblato un modello di terapia di coppia che prendeva elementi dalla Terapia della Gestalt. Io ho preso da diverse parti dalla terapia della Gestalt, così avevamo delle similitudini, ma avevamo anche differenze importanti. Mi sembrava chiaro che la maggior parte delle psicoterapie riguardasse le relazioni e ciò nonostante, non c'era niente nella letteratura sulle relazioni al di fuori della terapia, questa era un'area in cui Pearls aveva molte difficoltà e così lui non ci ha mai prestato attenzione: questo successe probabilmente agli inizi degli anni ‘60, quando ho cominciato ad interessarmi a questo argomento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Quindi, quando io e Bob ci incontrammo, agli inizi degli anni '70...
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          nel '72
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita: …
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          aveva già cominciato a fare delle presentazioni, qualche scritto sulle coppie ed io mi sono interessata a quello in cui era interessato lui. Cominciammo a fare ciò di cui abbiamo parlato ieri  nella nostra presentazione introduttiva (formazione svolta il 7-9 marzo presso la Scuola Gestalt di Torino). Ci siamo interessati alla coppia e al modo in cui è vista e vissuta in varie culture.  Abbiamo iniziato a mettere in discussione il modello dove “due diventa uno” e poi non c'è più nessuno poiché il modello di fusione e di unione non era un modello che noi usavamo particolarmente all'interno della nostra stessa coppia ed è un modello che noi non vediamo funzionare molto bene nell'ambiente in generale. Così abbiamo cominciato a parlarne e ad interessarci a questo ed a rifletterne in modo più teorico: pensavamo che fosse più utile fare questo e abbiamo iniziato a insegnare insieme. Le persone ci hanno fatto ancora più domande su quello che ci interessava e abbiamo continuato ad andare avanti così finché non  abbiamo sviluppato qualcosa che noi pensavamo fosse diverso e interessante secondo i principi della Gestalt, ma guardando anche a come la società più in generale gestisce il problema delle coppie e - magari - cercando di fare qualcosa di diverso, un altro tipo di intervento. Come ho detto nella conferenza, anche molto semplicemente cominciare ad osservare le cerimonie di matrimonio che, almeno negli Stati Uniti, sostengono il fatto che “due diventino uno”, cosa che non dice molto sull'individualità e la coppia, il che è per noi abbastanza cruciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Quel modello è un ottimo  esempio di come qualcosa che era molto presente e importante all'interno della Terapia della Gestalt, cioè la teoria del campo, non fosse applicata ncon le  relazioni e con le coppie. Nessuno aveva mai guardato alle coppie attraverso le lenti della teoria del campo e appena lo si fa, allora si vede che è un carattere sociale creato in un'altro tempo, quando era utile ed appropriato.  Ma il clima ora è cambiato, la gente ha cambiato le proprie abitudini, quindi adesso è fuori contesto: oggigiorno non è più contestualmente appropriato. Non è possibile adesso evitare di guardare al campo (campo o ambiente?) di provenienza, alla storia  di un campo che incontra i bisogni di un'altra  situazione (rivedi traduzione).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Quindi avete fatto una specie di analisi sociale?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob e Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sì, è giusto...corretto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Un'analisi del campo con punti di connessione all’antropologia, alla sociologia, all’ecologia, alla politica, a molti livelli dell’organizzazione del campo, non solo alla psiche. Quindi come si può osservare qualcosa come il matrimonio senza guardare anche a tutto questo? Questo è un esempio, c'erano elementi nella terapia gestaltica che però non venivano usati per guardare alle relazioni ed ai modelli che le persone hanno da quando sono nate, modelli che sono già lì e che non si adattano più e non funzionano molto bene
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Le aspettative che abbiamo quando ci sposiamo seguono gli stessi modelli, lo facciamo senza consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Voi seguivate un modello?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Non tanto noi, quanto tutti quelli intorno a noi. Eravamo stati entrambi sposati prima. Io penso che nei nostri precedenti matrimoni abbiamo seguito quegli schemi e non  funzionavano così bene. Quindi quando ci siamo incontrati, uno degli accordi che abbiamo fatto è stato quello di non dare niente per scontato, senza prima discuterlo, non dare nulla per assunto senza che prima venga coscientemente condiviso e non andare più avanti come abbiamo fatto nei primi matrimoni e davvero discutiamo ciò che funziona, piuttosto che semplicemente scivolare in un modo di essere che ci è stato insegnato senza molta consapevolezza. È quello che fai quando ti sposi: metti un anello al dito e fai certe cose, che ti piaccia o non ti piaccia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Abbiamo vissuto insieme per dodici anni prima di sposarci e l'impegno che abbiamo preso sul matrimonio era un impegno relativo al processo: l'impegno era che non avremmo cambiato niente senza metterlo in discussione. Questa decisione rappresenta un punto di partenza nuovo, che azzera tutti i precedenti punti di partenza. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Abbiamo anche fatto qualcosa di diverso nella nostra cerimonia di matrimonio: il tipico inglese  nel giuramento dice “io ti amerò, onorerò e curerò fino a che la morte non ci separi” e noi non abbiamo detto questo. Noi abbiamo detto “io ti amerò, ti onorerò e ti curerò e sarò disponibile a dirti tutto ciò che succede dentro di me prima che io agisca o faccia qualcosa che può essere distruttivo per la relazione, ma non posso prometterti di amarti per sempre fino alla morte”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non so come faccio a promettere come mi sentirò tra dieci, venti, trenta o quarant'anni, non posso farti questa promessa, ma posso prometterti che io ti dirò che le cose stanno cambiando per me e mi posso impegnare a dirti le cose prima che io agisca e faccia qualcosa che possa disgregare la relazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Ciò che è importante in questo è che noi sosteniamo il prendere impegni, ma non l'impegno sul contenuto, perché tu non puoi mantenere un impegno sul contenuto, tu non puoi promettere come ti sentirai tra dieci anni o domani, tu puoi promettere il comportamento, ma non puoi promettere i sentimenti, quindi se tu cambi - da un impegno sul contenuto ad un impegno sul processo - allora lo puoi fare, io prometto di essere autentico con te, ti prometto di dirti la mia verità, anche se penso che non ti piaccia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ….e anche se a me stesso non piace!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Io prometto di essere onesto con te, ti prometto di stare, di impegnarmi se abbiamo difficoltà, ma non ti prometto di stare per sempre. Quindi un impegno sul processo è qualcosa che tu puoi mantenere. Se un impegno sul contenuto viene disatteso devi rompere o far finta, diventa merda: la relazione si rovina perché non è più un luogo dove puoi essere te stesso, non è più un santuario personale e una casa, è un luogo dove devi mettere su un falso volto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Come spiegate la diversità del vostro approccio. Potete confrontare il vostro modello di terapia di coppia con quello di altre scuole di gestalt?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sì, il nostro modello è diverso. Come abbiamo detto prima: mettiamo radicalmente in discussione il modello di matrimonio secondo cui due individui diventano uno solo. Non pensiamo che altre scuole lo facciano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Nessuno lo fa, nella Gestalt e non solo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La differenza rispetto ad altre scuole di Gestalt che lavorano sulla terapia di coppia, ad esempio nel modello di Joseph Zinker e Sonia Nevis, è che queste guardano a ciò che nella coppia funziona bene, hanno un atteggiamento “ottimistico”, cercano di vedere in che cosa la coppia funziona e provano a costruire su quello. Noi non guardiamo che cosa funziona e che cosa non funziona: ci concentriamo invece sul modo in cui le persone rappresentano se stesse, se in modo autentico o non autentico, quanto i bisogni fondamentali siano soddisfatti e quanto di ciò è collegato a una rappresentazione autentica. È un focus diverso: se io sono me stesso la maggior parte del tempo e mi rappresento in modo sincero - e anche tu ti rappresenti sinceramente -  abbiamo possibilità di incontrarci? Non si tratta di cercare cose che funzionano o cose problematiche, ma essere più pienamente se stessi e incontrarci in questo modo. È un approccio diverso da quello della maggior parte delle altre scuole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Nevis e Zinker, andando alla ricerca dei punti di forza, implicitamente cercano di fare in modo che la relazione funzioni. Noi cerchiamo di fare chiarezza. Il punto è “la relazione funziona quando entrambi sono autenticamente se stessi?” piuttosto che “Tu devi essere in un certo modo affinché la relazione possa funzionare” [Bob assume sulla sedia una postura strana, innaturale, per mostrare quanto una posizione può essere scomoda.]
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Finché non ti viene un terribile dolore alla schiena o al braccio…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Dal punto di vista della terapia, non andiamo alla ricerca di un risultato particolare. Certamente, come persone, abbiamo delle preferenze. Se gli individui di una coppia stanno insieme da molti anni, non sono autentici l’uno con l’altro e desiderano la separazione  - ma ci sono figli o altri familiari che ne soffrirebbero -  noi riteniamo che valga la pena, ancora per qualche tempo, provare a relazionarsi in modo autentico con il partner e vedere che cosa accade. Se ci si frequenta da poco e la relazione non è soddisfacente, allora… arrivederci! Ma se c’è una famiglia, figli, una famiglia allargata, può valere la pena trovare un terreno comune, non per “far funzionare le cose”, ma per vedere cosa cambia, magari anche in peggio, nel momento in cui le persone si relazionano in modo autentico. Ogni individuo ha un proprio valore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il valore della terapia sta invece nel lasciare che la chiarezza determini il risultato, piuttosto che la chiarezza sia ricercata per perseguire un particolare risultato. C’è una grande differenza tra questi due approcci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il modello di Nevis e Zinker è simile a quello delle terapie costruttiviste postmoderne: è concentrato sulla soluzione del problema. Queste terapie cercano le eccezioni, ossia ciò che funziona e si impegnano a costruire su questo. Con questo approccio una coppia può anche funzionare un po’ più a lungo, ma così si sacrifica l’autenticità dell’individuo, che va ad assumere un atteggiamento non autentico, finge. Un risultato ottenuto fingendo è essenzialmente un risultato viziato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Il modello di Nevis e Zinker funziona meglio nella terapia individuale?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Pensiamo che abbia lo stesso problema: il ricercare un particolare risultato, qualcosa su cui costruire, anziché sostenere una sincera rappresentazione di sé. Se riesco a rappresentarmi in modo autentico, posso stare bene in qualunque situazione, senza dover cercare qualcosa su cui costruire uno stato di benessere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Una relazione che funziona solo perché non sono me stesso è essenzialmente stressante. Sai di cosa parlo?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piergiulio: So di cosa parli…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Se una relazione non funziona nel momento in cui sono davvero me stesso, allora quella relazione non è buona per me.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          …a meno che io non sia davvero tarato, pazzo o ci sia qualcosa che non funziona in me.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Non diciamo che una relazione deve essere soddisfacente nel 100% dei casi. Ma se una relazione non soddisfa gran parte dei miei bisogni fondamentali, allora non fa per me e,  prima me ne rendo conto, meglio è.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A meno che non ci sia qualcosa che non funziona in me o che sia pazzo potrò certamente stare bene con qualcuno, ma non tutti possono stare bene con tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Che cosa è il carattere per voi ?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il carattere è una modalità rigida e fissa di essere nel mondo che è stata utile in passato quando ha rappresentato un atto sano, adattivo; tuttavia questa modalità è attualmente in corso e non consente il contatto dell’individuo con l’ambiente e con la situazione attuale. Un buon esempio è costituito da molte cose che si possono imparare quando si è bambini: se io vengo da una famiglia violenta posso aver imparato a rimanere ritirato ed evitare l'effetto che la violenza o la rabbia hanno su di me. Ho imparato ad essere tranquillo, a non esprimermi, ho imparato a non differenziarmi, ad essere confluente con la famiglia o con l’ambiente. Una volta cresciuto -  trent’anni più tardi - sto ancora attuando lo stesso comportamento, anche se non vivo più in una famiglia difficile e non ho più a che fare con quel tipo di vessazioni. Il carattere è un modo di essere che è stato adattivo allora e non è più utile, nonostante ciò si continua a utilizzarlo ancora adesso senza consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il carattere comprende il comportamento, le emozioni e i pensieri?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È tutte queste cose.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sono due le cose principali che includono le emozioni: uno è il comportamento, il modo di comportarsi stereotipato, l'altro è la modalità automatica di dare un significato alle cose, indipendentemente dal contesto. La fenomenologia di come creo significato è ferma ad un altro tempo e il “come rispondo” adesso è anch’esso fermo ad un altro tempo. Il carattere ha entrambe le parti: Gestalt fisse della fenomenologia individuale e risposte comportamentali automatiche. Entrambe sono state consolidate quando erano adattive ed ora può succedere che siano appropriate o meno. Allo stesso modo esistono le abitudini, abitudini percettive e abitudini comportamentali: non funzionano bene in questa situazione, ma possono funzionare bene in un'altra situazione. L'esempio che ho riportato ieri: se sei un Inuit e vivi in Siberia, indossare un cappotto di pelliccia nel mese di febbraio va bene; ma se ci si sposta a Karachi a luglio, indossare quel cappotto - dove ci sono 145 ° F - che io non so cosa sia in gradi Celsius, ma è molto, significa morire. Non perché la pelliccia è un male in sé, ma perché il cappotto non va bene in quella situazione. Si adatta alla situazione alla quale è più funzionale: febbraio in Siberia, ma non Karachi nel mese di luglio. Così, quando si trova qualcosa che funziona in una situazione e diventa stereotipato, abituale e continua in  tutte le situazioni, quello è il carattere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Voi vedete il carattere nei vostri clienti? Ci entrare in contatto?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob &amp;amp; Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Certamente, tutto il tempo!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È qualcosa di reale o è più un modello nella vostra mente?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Entrambe le cose; è qualcosa che si è consapevoli di aver costruito nel proprio ambiente perché la condotta in questo ambiente fosse adattiva (rivedi). Così è nella tua mente, nel tuo corpo, in risposta a qualcosa che era reale nella tua  vita e che adesso non sta più accadendo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Per esempio, se siete in coppia, e la tua ragazza o tua moglie dice "Sai, sarebbe bello se andassimo in vacanza presto" e la vostra risposta a questa frase è "Non faccio abbastanza?", che cosa è successo per far sì che quello che lei ha detto non è un desiderio e lo interpreto come una critica? Questo è il carattere: è così che io fornisco fenomenologicamente il senso a quello che lei ha detto, quindi non posso sentirla portare un desiderio che lo traduco in richieste o critiche. Io non sono nato in questo modo ed è qui che emerge il concetto di carattere: da qualche parte ho imparato che quando qualcuno porta un desiderio, in realtà vuole farmi una critica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita: …
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e se chiedete a quella persona non avrà alcuna coscienza di aver dato quel significato. Quindi lui direbbe: "Lei ha detto che io non faccio abbastanza per lei". Se avete un registratore o una videocamera e fate risentire la registrazione di quello che effettivamente ha detto, la persona sarà stupita di scoprire che quello che ha sentito non ha niente a che vedere con quello che l’altro ha detto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La parte interessante di questo fenomeno coinvolge considerevolmente la memoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:   Immagino che la memoria in questi casi possa essere ingannevole...
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sì, i problemi sono dovuti al fatto che il suono effettivo di quello che si sente ha una vita memonica di circa venti secondi.  Ciò che accade quanto viene immagazzinato in memoria è una mia interpretazione "Io non faccio abbastanza.” Questo viene capito! E quando si ricorda l’interpretazione questa è diventata realtà "Giuro che lei dice che non faccio abbastanza!"
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          L’evento vivo non c'è più…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Quello che viene memorizzato è il senso fenomenologico che io ho dato alla conversazione. Non sto mentendo, quando dico "Lei ha detto… ", questa è la mia verità, ma non è esatto. Quello che ha detto è che lei vorrebbe andare in vacanza e divertirsi e io  ho sentito qualcosa di diverso perché il carattere interferisce con le funzioni presenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pg: Accade costantemente...
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È vero, questo è ciò di cui la terapia si occupa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio:   È  valido anche per voi come individui?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Naturalmente! Speriamo ormai di essere più consapevoli di queste cose adesso, abbiamo svolto lunghi percorsi di terapia e siamo stati anche in terapia come coppia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Come abbiamo discusso in precedenza, il carattere è utile quanto un’abitudine è utile. Le abitudini sono efficienti: posso allacciare le scarpe mentre io sto parlando con te, non ho bisogno di pensarci. È quello che la psicologia cognitiva chiama memoria procedurale, è sotto la soglia di consapevolezza, è un'abitudine. La stessa cosa se si tratta di guidare una macchina: quando qualcosa non va, poi ho bisogno di prestare attenzione. Se comincio ad andare in retromarcia e sento dei rumori strani "Oh, in questa macchina la retromarcia è giù, mentre nelle altre è su!”. Se vado per abitudine ad inserire la marcia erroneamente questo comportamento comporterà probabilmente un danno all'auto: il carattere. Se presto attenzione, mi rendo conto che posso modificare la procedura d’inserimento della marcia, le modifiche necessarie per guidare correttamente questa macchina ed essere in contatto con questa situazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Ci sono situazioni dove frustrare il paziente è effettivamente utile. Sembra che voi non frustriate mai le persone.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          In questo caso il problema è la domanda non la risposta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Riformula la mia domanda se vuoi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Come dicevo la sera della proiezione del film, le persone sono abbastanza frustrate da se stesse e dal mondo. Se la domanda è se frustriamo le persone, la risposta è no: non abbiamo l'abitudine di frustrare nessuno. Qualche volta lo facciamo semplicemente non intervenendo non facendo qualcosa al loro posto: questo li fa muovere. Il loro sentirsi frustrati da un mancato intervento da parte nostra può diventare una spinta per provare a fare qualcosa di diverso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È come con i bambini, se li porti in braccio tutto il tempo, non imparano da sé il loro stesso funzionamento. D'altra parte non puoi prendere bambini di sei mesi e metterli sui loro piedi quando non hanno l'apparato muscolare e neurologico per camminare. Così aiutiamo i clienti a spingersi oltre ad andare più lontano; ma non lo fai in questo modo [si siede sulla sedia a braccia conserte] "Fallo tu!". È frustrante per il cliente non essere salvato. Ma c'è così tanta frustrazione nel mondo che non hai bisogno di creare ulteriore frustrazione per le persone. La vita è frustrante, la vita è difficile a volte. Così per noi frustrare “le persone” non una pratica deliberata, piuttosto non le salviamo dall'essere frustrati delle volte. Vuoi aggiungere qualcosa Rita?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          aehm....non so quale possa essere la motivazione per frustrare i clienti. Ciò che vedo qualche volta è che frustrare è un modo per ottenere che qualcuno veda qualcosa che non vede.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Stiamo guardando la Seduta in cui Perls frustra Gloria - frustrando il suo bisogno di averlo come padre - rispondendo in modi differenti "Non sono tuo padre, non sono tuo padre"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Penso [che Perls] avesse alcune motivazioni in mente, voleva che Gloria vedesse qualcosa o che lei si comportasse con lui come faceva con suo padre. Perls vuole che lei capisca qualcosa. La mia opinione è che quando le persone sono frustrate vedono di meno, non di più. Si chiudono in sé, si sentono inconsolabili, imbarazzati, provano vergogna, emergono tutte queste emozioni negative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non penso che frustrare crei l’ambiente in cui le persone imparano cose su se stesse. Penso che un ambiente molto migliore sia quello che invita i clienti a sviluppare un interesse per se stessi e  a osservare che cosa stanno facendo, perché i clienti vogliono qualcosa da noi anziché sentire umiliazione, frustrazione o vergogna. Non riesco a figurarmi una situazione dove ciò sia di aiuto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Ma non siamo nemmeno sempre garbati! Prendi la coppia con cui abbiamo lavorato ieri, quando ho detto “Capisco le tue parole, ma non ho idea di cosa tu voglia dire"...
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Esatto, questo significa dire la verità. Le hai detto "Stai dicendo molte parole, ma non hanno alcun senso per me”: così facendo puntualizzi, sottolinei ciò che [i clienti] stanno facendo. Non induci imbarazzo, non li fai sentire come fossero stupidi, né gli impedisci di muoversi in qualche direzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          C'è una storiella famosa su Fritz Perls ad Esalen. Stava camminando verso casa sua lungo un sentiero sterrato e uno degli operai della manutenzione, Celic, stava scavando una buca. Fritz si fermò, come fanno gli uomini, per osservare Celic che scavava una buca. Perls disse a Celic che avrebbe dovuto insegnare in uno dei suoi workshop. Celic rispose: "Tu stai insegnando alle persone a pulirsi il culo". Ecco da dove viene la frase [n.d.r. non siamo riusciti in seguito a rintracciare l’origine di questa storia]. Parte della cultura della frustrazione è "se frustro te, tu imparerai a pulirti il culo". In termini teorici, invece di manipolare l'ambiente affinché ti supporti, accresci il tuo stesso sostegno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La parola che userò è forte, ma non gli do un significato in termini clinici: c'è una leggera paranoia in questo. La paranoia è che se ho paura di andare a parlare a quell'uomo, voglio che tu lo faccia per me. Potrebbe essere vero come non vero che quella persona è pericolosa. Potrei essere terrorizzato dal parlare con quell'uomo. Poni attenzione al terrore, non alla manipolazione, in questo modo non c'è manipolazione. Implicitamente in quel modello di frustrazione e in quella cultura, il cliente cerca di farmi fare qualcosa che dovrebbe fare lui, ma io non ci sto, non ho intenzione di stare qui seduto a fare qualcosa al posto tuo, farò sì che tu lo faccia per te stesso. Sapere distinguere le varie situazioni, quando qualcuno è manipolativo...
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ...anche allora, confronti la manipolazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Certamente. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio non frustrereste qualcuno che sta manipolando?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          No, non lo farei.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Trattereste questo come un'interruzione di contatto?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È un'interruzione di contatto. Ma il modo in cui lo tratto sarebbe molto semplice e diretto, invece che renderli frustrati per vedere che cosa stanno facendo. Certamente vorrei affrontare la manipolazione, ma non frustrando, non lo troverei utile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piergiulio: Grazie molte
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bob &amp;amp; Rita:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Prego!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2022 17:23:09 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>IL MALESSERE NELLA COPPIA. UNO SGUARDO SULLA TERAPIA DI COPPIA</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Questo lavoro arriva dall’incontro con la sofferenza che molte coppie, nell’arco degli ultimi 5 anni, hanno portato in terapia di coppia e grazie agli stimolanti confronti, seduta dopo seduta, con Mariano, il mio compagno di co-terapia.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’approccio teorico di riferimento è riconducibile alla teoria del campo (Robine, 2006) e alla teoria della Psicoterapia della Gestalt (PHG, 1951; Pizzimenti 2016; Salonia 1992; Spagnuolo Lobb 2011).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Focalizzerò tre temi collegati alla terapia di coppia: la co-conduzione, l’intervento sulla figura e intervento sullo sfondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           LA CO-CONDUZIONE NELLA TERAPIA DI COPPIA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta di condurre le sedute con una persona che non è solo un collega di lavoro, ma è parte della nostra vita (come potrebbe essere un amico-collega o, come in questo caso, il tuo partner), ha un senso clinico che noi abbiamo compreso appieno solo “in corso d’opera”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A differenza di molti approcci, il fuoco dell’intervento non sono gli individui, ma è il “sé della coppia”. Non lavoriamo sul sé dei pazienti, sulle loro storie, paure o fragilità, ma sul “campo della coppia” che attiva questi vissuti e su come viene costruito dai singoli[1].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli approcci classici lavorano alternativamente sui singoli individui e, nel migliore dei casi, sulla relazione tra di loro, non utilizzando le potenzialità di un lavoro di campo . La co-conduzione è un setting di lavoro molto fertile, in quanto un solo professionista tenderà a lavorare con l’uno o con l’altro paziente/cliente portando l’attenzione più sull’individuo (sulla sua responsabilità) che sulla co-costruzione che fa la coppia. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella co-conduzione i terapeuti stessi creano già un campo in cui è presente la loro storia, le esperienze vissute insieme, le confidenze condivise, l’intimità, le differenze, le difficoltà attraversate nella reciproca conoscenza … e tanto altro. Il dialogo che i terapeuti iniziano tra di loro in presenza della coppia, influenza, in vari modi, il corso della terapia e, allo stesso tempo, è vero anche il contrario, cioè il modo in cui i terapeuti interagiscono tra di loro è influenzato dalla coppia stessa: raccogliere queste informazioni è utile per comprendere la sofferenza presente nella coppia e individuare un sostegno possibile.  Può essere un dialogo implicito, fatto di sguardi, movimenti corporei, espressioni facciali o esplicito, quando un terapeuta rivela all’altro come si sente, i dubbi e ciò che lo colpisce. Il confronto tra i professionisti non è, in primis, una “tecnica” per raggiungere un risultato, ma è un’interazione spontanea che può acquisire varie forme e che esprime qualcosa che appartiene anche alla coppia dei pazienti (non solo dei terapeuti). In altre parole, il contatto che i terapeuti sperimentano tra loro in seduta è collegato con il campo relazionale della coppia. E’ facile osservare come cambi l’interazione tra i terapeuti a seconda della coppia con cui lavorano. Questo materiale costituisce l’”Es della situazione” (Robine, 2006).  L’osservazione di se stessi, oltre che della coppia-pazienti, fornisce informazioni utili per la diagnosi e l’intervento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rimandando ad altra sede un approfondimento della co-conduzione, ora esploriamo i fuochi di lavoro nella terapia di coppia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ESPLORAZIONE DELLA FIGURA INIZIALE E .. COSA C’E’ NELLO SFONDO?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La coppia arriva in seduta portando una figura rigida. Il primo step della terapia è accogliere la situazione iniziale e, contemporaneamente, prestare attenzione a cosa c’è nello sfondo che sostiene questa figura. La figura è spesso una lotta di potere, o una situazione abbandonica, o un disturbo in cui un partner viene visto come malato (ad  es. l’uomo che soffre di eiaculazione precoce o la donna che non ha desiderio o è anorgasmica..). C’è quindi una sovralimentazione della figura, ovvero una figura che occupa tutto lo spazio vissuto della coppia e che porta allo schiacciamento delle altre figure potenziali. Per la coppia è difficile “sospendere” la questione problematica per riprenderla in altri momenti in quanto è come se occupasse tutto il suo campo percettivo ed emotivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per poter effettuare questo “switch” dalla figura allo sfondo sosteniamo i partner a (ri)prendersi alcune responsabilità rispetto alle difficoltà che stanno attraversando. Approfondirò questo passaggio più tardi. Ora faccio un passo indietro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sovralimentazione della figura è ciò che genera tensione e conflitto. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La domanda che ci poniamo è: “A cosa serve a questa coppia l’equilibrio che ha costruito in questo momento?”. Qualsiasi equilibrio, per quanto doloroso e per quanto generi costi molto alti per ciascun partner, ha per la coppia una funzione positiva da comprendere prima di pensare a possibili cambiamenti.  Ad esempio, il calo della sessualità che segue la fase dell’innamoramento è utile ai partner per riprendere le fila della propria vita in seguito ad un’esperienza così intensa come quella di entrare/far entrare l’altro nei propri confini. Questo non significa togliere importanza alla sessualità, anzi. Ci serve per accettare le situazioni che contribuiamo a creare, riconoscendo la funzione positiva che assolvono. Per la Psicoterapia della Gestalt, tutti i comportamenti, anche quelli apparentemente più folli, sono mossi da un’intenzionalità e hanno un senso, anche se talvolta non è evidente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il conflitto sta servendo a qualcosa: è importante accoglierlo ed osservarlo con curiosità. Per alcune coppie litigare è l’unico modo in cui riescono a stare insieme; il litigio ha l’importante funzione di tenere uniti i partner; entrambi sentono un’intenzionalità che va nella direzione di crescere insieme - un movimento che, purtroppo, non è affatto semplice o chiaro. Ciò che stanno evitando, sospingendole nello sfondo, sono delle paure specifiche che ciascuno sente, ma non condivide con l’altro (paura di perdersi, di non essere accettato, ecc..). In questo caso il conflitto li tiene uniti, ma il prezzo che pagano è un progressivo deterioramento della loro intimità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una breve digressione .. Cos’è il conflitto?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Col termine conflitto intendiamo la dinamica che si instaura tra due o più persone che confrontano la loro visione di uno stesso spicchio di realtà, osservata però da prospettive diverse. La dinamica del conflitto consiste nel rifiutare, negare o confutare la visione dell’altro in quanto dal mio angolo di visuale risulta inesistente, falsa o errata. La Psicoterapia della Gestalt condivide una visione ‘positiva’ del conflitto poiché ritiene che se entrambe le parti sono sostenute ad esprimere le loro posizioni, a stare attivamente nel confronto, senza ritirarsi prematuramente e ascoltando anche la visione dell’altro, le reciproche posizioni si influenzeranno. L’autoregolazione del campo è un concetto sviluppato negli anni 50/70, un’epoca in cui molte regole sociali ed introietti culturali vengono messi in discussione allo scopo di ritrovare un’esistenza più autentica e vitale. Secondo la visione del campo che si autoregola, nel momento in cui le differenze sono incoraggiate ad esprimersi all’interno di un dialogo, la coppia o il gruppo trova un aggiustamento, cioè una nuova gestalt diversa da quella iniziale.         
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla definizione data di conflitto possiamo evidenziare alcuni punti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · i conflitti svolgono l’importante funzione di mettere in relazione tra loro porzioni diverse di realtà che altrimenti resterebbero sconosciute l’una all’altra
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·  la mancanza di conflitti all’interno di una coppia, un gruppo o un’organizzazione è un segnale che il sistema funziona ad un basso livello di rischio e quindi ad un basso livello di creatività
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·  l’eccesso di conflitti è un segnale delle presenza di conflitti nascosti che non vengono affrontati deviando l’attenzione su una miriade di altri conflitti che spaventano meno e che fanno da cortina fumogena
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · la presenza di conflitti insolubili segnala l’esistenza di giochi di potere e competitività distruttiva, viene cioè a mancare l’interesse per la visione dell’altro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se si risolve efficacemente un conflitto, entrambe le parti si ritrovano ad essere più ricche, cioè la visione finale su cui entrambe si orientano è diversa e migliore di ognuna delle due visioni di partenza: la coppia nella sua interezza, oltre che i singoli partner, fa un balzo creativo. Imparare ad apprezzare i conflitti e a gestirli correttamente rappresenta un apprendimento fondamentale per le coppie che affrontano un percorso di crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           QUANDO LO SFONDO DIVENTA FIGURA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Abbiamo visto come la coppia arrivi in terapia con una figura irrigidita, che può essere un conflitto, una lotta di potere, o un sintomo (es. mancanza di desiderio). Affinchè tutta l’attenzione sia concentrata sulla tensione irrisolta, la coppia tende a manipolare lo sfondo per far sì che solo quella figura abbia energia e le altre figure tendano a rimanere schiacciate. Esempi di manipolazione li ritroviamo a livello comunicativo quando i partner affrontano la frustrazione parlando dell’altro e non di sé: “TU non mi ascolti, non mi vedi, non mi ami abbastanza, ecc.” , oppure quando rispondono immediatamente: “Sì, MA…”  senza lasciarsi davvero influenzare dalla diversità che porta il partner, o con un atteggiamento di disprezzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi sono esempi di un campo fortemente “proiettivo” in cui i partner non riescono a prendersi la “responsabilità” dei propri bisogni, o ferite, ma ognuno tende a concentrare l’attenzione su ciò che fa l’altro che lo fa soffrire, o sull’altro sbagliato, sull’altro che non lo capisce e non è mai come vorrebbe che fosse. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il “paradosso del cambiamento”, che sviluppò Bateson negli anni 50, fa sì che solo quando non abbiamo più bisogno che l’altro cambi… l’altro e la nostra relazione con lui/lei finalmente cambieranno: questo significa il passaggio da un campo di coppia proiettivo ad uno in cui ciascun partner si riappropria della proiezione di cui non era consapevole, prendendosi la responsabilità della propria vita e delle proprie scelte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il concetto di “responsabilità” è un obiettivo su cui è importante iniziare il lavoro terapeutico fin dall’inizio. Infatti, se da un lato ogni equilibrio presente nella coppia, anche quello problematico, è funzionale a qualcosa (in Gestalt diciamo che è un “adattamento creativo”), allo stesso tempo, quando paghiamo dei costi troppo alti e la crescita è bloccata, è importante cercare nuove strade e opportunità di sostegno per evolvere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il più delle volte il paziente (o la coppia), infatti, arriva in terapia con una dichiarazione di impotenza: “Sono insoddisfatto della mia vita e non so più cosa fare!”. È difficile e spesso doloroso comprendere in che modo contribuisco a creare le situazioni che poi generano la sofferenza nella mia esistenza. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella nostra cultura, la parola “responsabilità” è associata all’idea di qualcosa di pesante, difficile, spesso noioso, e che comunque non ha nulla a che vedere con eccitazione e divertimento. Niente di più errato! Come dice etimologicamente la parola: respons-abilità indica l’abilità a rispondere alla situazione che ci troviamo a vivere. Essere in grado di assumersi responsabilità in una determinata situazione significa semplicemente ritenersi in grado di rispondere nella maniera più efficace alle caratteristiche della situazione stessa. Vuol dire anche avere il POTERE di influenzarla in base alla propria preferenza o interesse. Nelle coppie in crisi spesso vediamo uno stato d’animo di profonda frustrazione e rabbia rispetto al fatto di non riuscire ad influenzare o a modificare l’altro come vorrebbe. Recuperare la propria responsabilità, nel lavoro di coppia, vuol dire poter identificare i propri bisogni e insoddisfazioni senza che sia l’altro ad essere sbagliato poiché non riesce a rispondere in maniera adeguata. Il primo passo, dunque, è quello di definire in maniera chiara ciò di cui abbiamo bisogno dalla relazione, ad es. “Ho bisogno di parlare e di essere ascoltato/a”, “Ho bisogno di essere toccato/a”, ecc. Poter ascoltare noi stessi e le nostre necessità è importante innanzitutto per sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno e integrarlo alla nostra identità. Sapendo chi siamo probabilmente cercheremo nell’ambiente le persone o le situazioni che potranno rispondere alle nostre richieste.  Se non attribuiamo più la responsabilità all’altro dei nostri bisogni, ma  recuperiamo il nostro potere, allora faremo il possibile per influenzare l’altro parlando di quanto la nostra richiesta è importante per “noi”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passiamo così dall’ottica del “rimprovero” a quella della libertà. Se l’altro non è disponibile ad ascoltarci o a soddisfarci non siamo impotenti perché abbiamo sempre la possibilità di cercare altrove, rompendo la relazione o trovando soluzioni creative.        
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sostenere la coppia ad “alienarsi” dalla figura con cui i partner sono identificati (es. rimprovero, lotta di potere, disprezzo, ecc.) e per fare emergere dallo sfondo nuove figure, è utile introdurre il processo di identificazione e alienazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il concetto di “identificazione e alienazione” fa parte della tradizione della Psicoterapia della Gestalt ed è uno strumento di lavoro utile per sostenere il processo di presa di responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Identificarsi nell’altro vuol dire iniziare ad immaginare che ci possano essere altri punti di vista, esperienze, vissuti diversi dai nostri e poi riuscire ad identificarsi con essi riuscendo ad alienarsi dai propri. E’ un salto nel vuoto in quanto occorre lasciare momentaneamente alle spalle le vecchie sicurezze per inoltrarsi in un territorio nuovo, con risorse diverse che non conosciamo ancora.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per far questo ci sono delle tecniche specifiche, ad esempio l’uso delle sedie in cui chiediamo ai partner di scambiare sedia e “diventare l’altro”. Spesso rimanere attaccati alle proprie identificazioni e non voler incuriosirsi dei vissuti del partner, significa aver bisogno di dimostrare che io ho ragione e l’altro ha torto. Riflette un’intenzionalità succedanea (conflitto di potere) e non un’intenzionalità di contatto. L’intenzionalità succedanea non è un movimento in cui siamo aperti e ricerchiamo il contatto in quanto non sono presenti le tre funzioni del sé, ma solo la funzione io e la funzione personalità. Una posizione del genere non è dialogica, mentre la coppia che arriva in terapia chiede di essere sostenuta a portare avanti il dialogo, l’intenzionalità che i partner vogliono ritrovare è dialogica, anche se poi ciò che mettono in atto è una relazione non dialogica, ma uno scontro di potere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavorare sulle identificazioni e alienazioni vuol dire sostenere i partner non più ad agire le loro proiezioni, ma ad identificarsi e assumere la responsabilità delle loro proiezioni. Quando sono in un conflitto di potere agiscono le loro proiezioni accusandosi a vicenda: TU sei così, TU fai così, ecc. Nel momento in cui si riappropriano delle reciproche proiezioni rientrano nel dialogo. Non più: “tu sei così”, ma … “io sento questo”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Invece di parlare dell’altro, ciascuno inizia a parlare di sé e delle proprie ferite/frustrazioni in un modo che non sarà più accusatorio, ma che promuove l’ascolto e il sostegno reciproco. Il livello di aggressività cala notevolmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta che ciascuno si riappropria della responsabilità di ciò che è e di ciò che sente, la coppia può dialogare sull’eventuale ri-costruzione della relazione, su basi diverse. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per concludere, imparare ad amare le parti dell’altro che ci fanno male e non ci piacciono è un obiettivo centrale nella terapia. Se riusciamo ad amarle la percezione dell’altro e di noi stessi si rinnova; avremo reintegrato le nostre proiezioni sviluppando un atteggiamento compassionevole verso le nostre stesse paure. Questo non vuol dire che smetto di voler cambiare il partner, ma che contemporaneamente posso amarlo così com’è.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           BIBLIOGRAFIA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bellini B. (2016).
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Verso una cultura dell’Eros. Psicoterapia e Società
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          . Figure Emergenti n.2 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          http://www.figuremergenti.it/articolo.php?idArticolo=9872
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizzimenti M. (2015). Aggressività e sessualità. Il rapporto figura/sfondo tra dolore e piacere. Milano: Franco Angeli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Robine J.M. (2016). La psicoterapia come situazione. Figure Emergenti n.2 http://www.figuremergenti.it/articolo.php?idArticolo=9892
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salonia G. (1992). Tempo e relazione. L’intenzionalità relazionale come orizzonte ermeneutico della Psicoterapia della Gestalt. Quaderni di Gestalt, V, 8/9: 45-54.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spagnuolo Lobb M. (2011). Il now for next in psicoterapia. La psicoterapia della gestalt raccontata nella società post-moderna. Milano: Franco Angeli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2022 16:45:08 GMT</pubDate>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un saggio meticoloso e provocatorio che disegna una nuova cartografia politica delle nostre vite private, cercando di capire dove sia nata e come funzioni la nozione di consenso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manon Garcia - Einaudi 2022 stile libero extra
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <title>LINEE GUIDA PER LA CONSULENZA PSICOLOGICA E LA PSICOTERAPIA CON PERSONE LESBICHE GAY BISESSUALI</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’accurata analisi della letteratura scientifica introduce a una riflessione clinica.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Per poter riconoscere e affrontare senza pregiudizi - o meglio attraversandoli – le tematiche che possono riguardare la vita delle persone LGB e delle loro famiglie, occorre avere degli strumenti di base che sostengano un ascolto competente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           V. Lingiardi e N. Nardelli - Raffaello Cortina Editore 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2022 10:11:33 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/9788860306692_0_536_0_75.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE DIFFERENZE DI SESSO, GENERE E ORIENTAMENTO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/le-differenze-di-sesso-genere-e-orientamento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un modello innovativo di inclusione, perché includere non significa solo contrastare le discriminazioni ma valorizzare le differenze. “L’inclusione è la capacità sociale di una collettività di stare in relazione positiva con le sue parti che ritiene devianti, di tenerle all’interno del corpo comunitario riconoscendole e non cercando di espellerle o normalizzarle”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           M. Graglia –
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carocci Faber, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2022 10:09:34 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>HEARTSTOPPER</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/heartstopper</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alice Oseman ci racconta la delicata storia di un amore adolescenziale, privo di pregiudizi e sensi di colpa, ma carico di dubbi e incertezze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Charlie ha 15 anni, è brillante e - nonostante la giovane età - ha già alle spalle un tumultuoso coming out e diversi episodi di bullismo omofobico, Il sedicenne Nick invece è un  ragazzo sportivo, dolce e intelligente, che sta cercando di capire di più sul suo orientamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giorno dopo giorno, tra i due si instaura un legame sempre più forte... Trasformandosi in qualcosa di più che semplice amicizia!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alice Oseman - Mondadori, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 21 Sep 2022 00:43:03 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">ADOLESCENZA,FUMETTI</g-custom:tags>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UNA FAMIGLIA È UNA FAMIGLIA... SEMPRE!</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/una-famiglia-e-una-famiglia-sempre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando un'insegnante chiede ai suoi alunni cosa rende speciale la loro famiglia, uno dei bambini si dice preoccupato, perché convinto che la sua sia semplicemente troppo diversa dalle altre per essere compresa. Basta seguire i racconti dei suoi compagni però per scoprire che il il confine tra "normalità" e "diversità" è alquanto labile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sara O’Leary – La Margherita, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/una_famiglia_e_una_famiglia_sempre.jpg" length="68173" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Sep 2022 00:03:26 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TAMO L’IPPOPOTAMO CHE COVAVA LE UOVA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/tamo-lippopotamo-che-covava-le-uova</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un albo illustrato commovente sulla semplicità di fare una famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Daniela Iride Murgia – Ed. Corsare, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/tamo_l_ippopotamo_che_covava_le_uova.jpg" length="64727" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Sep 2022 00:00:24 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA NUDITÀ CHE MALE FA?</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-nudita-che-male-fa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro illustrato ispirato al principio della filosofia body positive con illustrazioni che celebrano i corpi di ogni colore, forma e dimensione. L’età ci
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cambia, alcune cose cambiano più velocemente di altre e alcune non cambiano affatto. Un albo per proclamare che tutti i corpi sono straordinari, che ciascuno di noi è unico e, per fortuna, inimitabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rosie Heine – Settenove, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_nudita_che_male_fa.jpg" length="22987" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 23:53:24 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL MATRIMONIO DELLE MIE DUE MAMME</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-matrimonio-delle-mie-due-mamme</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alice ha sette anni e vive con Carla e Giovanna. In casa con loro ci sono anche la buffa cagnolina Aria, Geremia il pappagallo chiacchierone e i simpatici pesci rossi Pinna e Bolla. Carla e Giovanna hanno una grande notizia da dare ad Alice: presto si sposeranno e le propongono di aiutarle a organizzare la festa. Alla fine di questa avventura, ricca di imprevisti da risolvere e di tanto divertimento, Alice avrà imparato la differenza tra sentirsi una famiglia ed esserlo per diritto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fabiana Iacolucci – Il Ciliegio, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_matrimonio_delle_mie_due_mamme.jpg" length="84625" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 23:49:22 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE MIE DUE MAMME</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/le-mie-due-mamme</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro illustrato tratta in modo semplice un tema di grande attualità: Alice ha sette anni e due mamme, Carla e Giovanna. Nella sua casa vivono anche la buffa cagnolina Aria, Geremia il pappagallo chiacchierone e i simpatici pesci rossi Pinna e Bolla. Lo scrive in un tema, la mia famiglia, nel quale racconta della sua vita di tutti i giorni e di un'avventurosa gita al mare con le sue mamme e i nonni. Alice, Carla e Giovanna sono protagoniste anche del libro il matrimonio delle mie due mamme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fabiana Iacolucci – Il Ciliegio, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/le_mie_due_mamme.jpg" length="85878" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 23:47:18 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/le_mie_due_mamme.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FAMIGLIE FAVOLOSE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/famiglie-favolose</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Narra le avventure di sette famiglie animali davvero speciali, tutte ispirate a fatti realmente accaduti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maddaloni, Radelli – Salani, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/famiglie_favolose.jpg" length="69483" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 23:43:04 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IN FAMIGLIA! TUTTO SUL FIGLIO DELLA NUOVA COMPAGNA DEL FRATELLO DELLA EX-MOGLIE DEL PADRE... E ALTRI PARENTI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/in-famiglia-tutto-sul-figlio-della-nuova-compagna-del-fratello-della-ex-moglie-del-padre-e-altri-parenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Albo illustrato che racconta con simpatiche illustrazioni le tante possibilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di fare famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alexandra Maxeiner – Settenove, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/in_famiglia_tutto_sul_figlio_della_nova_compagna.jpg" length="50303" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 23:39:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/in-famiglia-tutto-sul-figlio-della-nuova-compagna-del-fratello-della-ex-moglie-del-padre-e-altri-parenti</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PLAY WITH FIRE</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che cosa ci definisce maschi o femmine? Il sesso oppure la percezione che abbiamo di noi stessi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nicoz Balboa - Oblomov, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 00:21:41 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PELLE D'UOMO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/pelle-d-uomo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una giovane donna è promessa in sposa a un uomo che neanche conosce. Le donne della sua famiglia, da generazioni, indossano una pelle d'uomo per muoversi indisturbate in una società troppo patriarcale per curarsi di loro. È così che Bianca diventa Lorenzo, che diventa amico del suo futuro marito, e scopre che in realtà questi è gay. Inizia una tenera relazione, in cui Giovanni non sa di tradire sua moglie... con sua moglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          U
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           bert, Zanzim - Bao, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/pelle_d_uomo.jpg" length="71362" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 00:17:58 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>P. LA MIA ADOLESCENZA TRANS</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/p-la-mia-adolescenza-trans</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Josephine Yole Signorelli alza la posta in gioco, decidendo di raccontare se stessa e la propria storia con brutale onestà. Ed è la storia di un adolescente alla scoperta della propria identità di genere, negli “anni zero”. L’accettazione del proprio corpo sullo sfondo di scuola, bullismo, vita familiare e sociale, sballi, incontri in rete, sesso e cupio dissolvi. E infine la consapevolezza e la trasformazione, l’amore – prima di tutto verso di sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fumettibrutti - Feltrinelli Comics, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_mia_adolescenza_trans-e7f1c19d.jpg" length="41087" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 00:08:28 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">ADOLESCENZA,FUMETTI</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MY SON IS PROBABLY GAY</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/my-son-is-probably-gay</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per una madre che cresce i suoi due figli adolescenti e che li accompagna, giorno per giorno, alla scoperta di se stessi non esistono segreti! Così, quando si trova di fronte a una verità che per lei è ormai assodata ma che per il maggiore dei suoi figli, Hiroki, è ancora complessa da gestire, non può far altro che sostenerlo con affetto, discrezione e complicità...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Okura - Starcomics, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/my_son_is_probably_gay.jpg" length="64875" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Sep 2022 00:04:14 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/my_son_is_probably_gay.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/my_son_is_probably_gay.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LAURA DEAN CONTINUA A LASCIARMI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/laura-dean-continua-a-lasciarmi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scritto da Marika Tamaki e illustrato da Rosemary Valero-O'Connell, ci parla di adolescenza, di relazioni complicate, di quelle storie in cui ci buttiamo a capofitto ma che non ci fanno bene, anche se non ce ne accorgiamo (subito)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marika Tamaki e Rosemary Valero-O'Connell - Bao, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/laura_dean_continua_a_lasciarmi.jpg" length="80522" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:58:04 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/laura_dean_continua_a_lasciarmi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/laura_dean_continua_a_lasciarmi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/in-italia-sono-tutti-maschi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 1938 l'Italia fascista promulgava le sue leggi razziali. A differenza di quelle tedesche, non menzionavano particolari provvedimenti contro gli omosessuali. In italia, infatti, erano tutti maschi, attivi, virili e poco inclini a tali debolezze. Queste furono le parole con cui Mussolini liquidò ufficialmente la questione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sappiamo invece che fu attuata una fitta repressione e che dal 1938 al 1942 circa 300 omosessuali italiani vennero mandati al confino. Pochi ex-confinati omosessuali accettarono in seguito di parlare della repressione subita e i pochi che lo fecero preferirono nascondere la propria identità e il proprio volto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Luca De Santis - Oblomov, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/in_italia_sono_tutti_maschi.jpg" length="77960" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:52:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>HUGO È GAY</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/hugo-e-gay</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hugo, nel 2000, deve ancora scoprire sé stesso, ma troverò un amico che arriva dal 2021, che gli farò capire come un futuro migliore sia possibile, che le cose cambiano e che oggi devono ancora cambiare...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Barthe Hugues - Comicout, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/hugo_e_gay.jpg" length="55299" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:42:57 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/hugo_e_gay.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/hugo_e_gay.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FLAMER</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/flamer</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'autore pesca dalle sue esperienze personali per raccontare di momento delicato e difficile dell'accettazione di sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mike Curaton - Tunuè. 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/flamer.jpg" length="80138" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:23:04 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/flamer.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/flamer.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CORPI SONORI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/corpi-sonori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una graphic novel sulle relazioni, sul sesso e sull'amore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Julie Maroh - Panini Comics, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/corpi_sonori.jpg" length="72433" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:20:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/corpi-sonori</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/corpi_sonori.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/corpi_sonori.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COMMANDO CULOTTE. SCORRIBANDE DI GENERE NELL'INFINITO DELLA CULTURA POP</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/commando-culotte-scorribande-di-genere-nell-infinito-della-cultura-pop</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con un excursus nella cultura pop, Mirion Malle ci parla di sessismo e di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           rappresentazione delle minoranze nei film e nelle serie TV
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mirion Malle - L'orma, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:13:59 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL PRIMO VOTO DI MATILEDE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-primo-voto-di-matilede</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Matilde ha venti anni e ha interrotto presto gli studi ma vuole imparare, capire, discutere dei temi più importanti: la politica, il diritto di voto universale, la libertà delle donne, il diritto a contribuire insieme, uomini e donne, alla rinascita del Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando nel 1946 le donne sono chiamate a votare per la prima volta, le strade si riempiono di entusiasmo e si festeggia il primo suffragio universale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fulvia Degl'innocenti - Settenove, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 19:15:41 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">NARRATIVA,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUEER HEROES</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/queer-heroes</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gay, lesbiche, trans, bisessuali, queer sono parte del mondo, lo sono sempre stati.  Nel libro troverai i ritratti di 53 personaggi che fanno parte della nostra storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro insegna a non essere prigionieri dei pregiudizi e mostra il valore di essere se stessi/e.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arabelle Sicardi - Lo Stampello, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 19:11:13 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Copia  -  NUOVO PALAZZO DELLA SIRENETTA</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Strega del Mare, ma come faccio a farmi crescere le gambe?» «Vuoi andare sulla terra a cercare il tuo sposo?» «No, non voglio sposarmi! Voglio ballare!» Nel grande libro che la nonna di Sirenetta le legge ogni sera sono contenute le storie del mondo degli umani. Anche quelle delle feste in cui stretti l'uno all'altro si muovono ritmicamente al suono della musica. E ballare diventa il suo più grande desiderio. Ma come farlo con quell'ingombrante coda di pesce? Ci vorrebbero le gambe. Sarà la Strega del mare con la sua erba magica a regalargliele il giorno del suo quindicesimo compleanno.E così Sirenetta parte verso mondo degli uomini... e delle donne. E lì, su quella scalinata in terraferma, sembra che Vera la stia aspettando da sempre. Con lei balla tutta la notte, ed è la felicità. Perché separarsi, allora? Perché tornare al palazzo negli abissi? Meglio una piccola casa in campagna dove stare bene assieme e condividere la vita. E poterla poi raccontare alle proprie nipoti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un albo finemente illustrato che racconta della ricerca della felicità, al di là di stereotipi e genere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marco Taddei – Orecchio Acerbo, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 13:27:54 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PERIOD GIRL</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Robin ha undici anni e si avvicina al menarca... scopre che in corrispondenza del mestruo manifesta grandi poteri creativi e non solo. La protagonista crea un fantastico legame con la terra, riesce a connetersi a quest'ultima e a far germogliare la natura. Un romanzo sul potere femminile e per scardinare il tabù mestruale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giorgia Vezzoli - Settenove, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/period_girl.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL NUOVO PALAZZO DELLA SIRENETTA</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un albo finemente illustrato che racconta della ricerca della felicità, al di là di stereotipi e genere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marco Taddei – Orecchio Acerbo, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_nuovo_palazzo_della_sirenetta.jpg" length="52726" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:20:28 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL MIO SUPER ESERCIZIARIO FEMMINISTA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-mio-super-eserciziario-femminista</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I piccoli lettori e lettrici potranno colorare, ritagliare, risolvere problemi di logica e giocare con scrittrici e scrittori famosi, da Simone de Beauvoir ad Angela Davis. In più, troveranno importanti informazioni sui diritti civili e
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           sull'uguaglianza di diritti tra le donne e gli uomini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Claire Cantais e Guia Risari - Settenove, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_super_eserciziario_femminista.jpg" length="57460" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:18:29 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_super_eserciziario_femminista.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_super_eserciziario_femminista.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL MIO PRIMO LIBRO FEMMINISTA. PER BAMBINE CURIOSE E CORAGGIOSE.  PER BAMBINI CURIOSI E CORAGGIOSI.</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-mio-primo-libro-femminista-per-bambine-curiose-e-coraggiose</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro double-face che si rivolge da una parte alle femmine e dall'altra ai maschi. Insegna la parità di genere con la semplicità di una filastrocca, sfidando gli stereotipi con rime e illustrazioni che introducono questioni complesse come la parità di retribuzione, il consenso e i lavori domestici, con uno stile semplice e diretto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Julie Merberg - Sonda, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_primo_libro_femminista.jpg" length="82626" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:14:33 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_primo_libro_femminista.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_mio_primo_libro_femminista.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MI CHIAMO LENTIGGINI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/mi-chiamo-lentiggini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Le fate sono da femmine” “i pirati sono da maschi!” Ci sono cose da maschi e da femmine? Ma perché?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. D. Reguera – NubeOcho, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/mi_chiamo_lentiggini.jpg" length="39939" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:10:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/mi-chiamo-lentiggini</guid>
      <g-custom:tags type="string">INFANZIA,STEREOTIPI DI GENERE</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/mi_chiamo_lentiggini.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/mi_chiamo_lentiggini.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LIBERE E SOVRANE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/libere-e-sovrane</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro dedicato alle ventuno donne «libere e sovrane» che per prime nella storia d'Italia intervennero nelle decisioni politiche sul futuro del paese.  Insieme, contribuirono con slancio ed energia a scrivere la nostra Costituzione e a renderla anche la Costituzione delle donne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           AAVV - Settenove, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/libere_e_sovane.jpg" length="69883" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:08:20 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA BANDIERA ARCOBALENO: BELLA, AUDACE E COLORATA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-bandiera-arcobaleno-bella-audace-e-colorata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro ci racconta la sua storia, le sue origini e il suo grandissimo valore simbolico, dalla nascita dell'idea alla creazione della bandiera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fisher Michelle Millar - Fatatrac, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:06:18 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_bandiera_arcobaleno.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>JULIÁN È UNA SIRENA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/julian-e-una-sirena</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Juliàn è un bambino. Un giorno, mentre è con la nonna, rimane affascinato da tre donne bellissime, con morbidi capelli ondeggianti e lunghe code da sirena, e non riesce a pensare ad altro: vuole essere una sirena.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Jessica Love – Franco Cosimo Panini, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 01:01:55 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/julian_e_una_sirena.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IO SONO MARE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/io-sono-mare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un fumetto che con fantasia e richiami ai cartoni animati ci offre un racconto sulla libertà di essere ciò che si vuole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cristina Portolano – Canicola, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/io_sono_mare.jpg" length="56365" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:54:39 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'IMPORTANTE È CHE SIAMO AMICI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/l-importante-e-che-siamo-amici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una storia di identità e una occasione per riflettere sull’esigenza tutta adulta di dividere il mondo in cose da maschi e cose da femmine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Walton, MacPherson – Rizzoli, 2016
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:52:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GROLEFANTE &amp; TOPOLINO: CHE AMICIZIA BESTIALE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/grolefante-topolino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un elefante, un topolino e un viaggio pieno di risate alla scoperta del mondo. Un fumetto per lettori e lettrici senza stereotipi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Delye, Badel – Terre di Mezzo, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/grolefante_e_topolino.jpg" length="68245" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:33:25 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/grolefante_e_topolino.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/grolefante_e_topolino.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIRO GIROTONDO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/giro-girotondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ispirato ad alcuni casi di bullismo emersi in Italia e nel Mondo. Un libro
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           delicato e anche umoristico che affronta i temi della diversità, dell’empatia e dell’inclusione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cristina Obber – Settenove, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/giro_girotondo.jpg" length="74135" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:30:15 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/giro_girotondo.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/giro_girotondo.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA FILOSOFIA DI KOALA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-filosofia-di-koala</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con leggerezza e ironia, Koala, Uccellino e Camaleonte si interrogano (e ci
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           interrogano) sui piccoli grandi temi della vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Béatrice Rodriguez – Terre di Mezzo, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_filosofia_koala.jpg" length="77334" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:26:27 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_filosofia_koala.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_filosofia_koala.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA BAMBOLA DI LUCA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-bambola-di-luca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dagli autori di “Evviva le unghie colorate!” Una tenera storia che ci
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           ricorda che non esistono cose da maschio e cose da femmina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alicia Acosta – NubeOcho, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_bambola_di_luca.jpg" length="69706" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:24:06 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_bambola_di_luca.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_bambola_di_luca.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ATTENTI ALLE RAGAZZE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/attenti-alle-ragazze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_strana_storia_di_cappuccetto_blu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una reinterpretazione maliziosa e divertente della celebre favola di "Cappuccetto Rosso". L'eroina della storia non ha nessuna intenzione di essere una vittima, lasciata in pasto al lupo! Così mette nel sacco il suo nemico con un ingegnoso stratagemma, portando il lupo ad azioni sempre più disperate e, agli occhi del lettore, sempre più ridicole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tony Blundell – Il Barbagianni, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/attenti_alle_ragazze.jpg" length="107670" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 00:20:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/attenti-alle-ragazze</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/attenti_alle_ragazze.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/attenti_alle_ragazze.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NON PARLARE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/non-parlare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ragazzo nigeriano cresciuto a Washington da una coppia di genitori molto presenti, Niru frequenta con profitto un prestigioso liceo privato , pronto a partire per Harvard in autunno, le sue prospettive sono radiose. Ma il ragazzo ha un segreto: è gay, una colpa gravissima agli occhi dei suoi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Iweala Uzodinma - NUA, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/non_parlare.jpg" length="39269" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 10:00:36 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">NARRATIVA,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LOVELESS</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/loveless</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I sentimenti d'amore, al primo anno di college, si manifestano in svariate forme: legami amicali indissolubili, tragedie shakespeariane, piante d'appartamento un po' patite, creazione di famiglie inedite e originali... Così fra coming-out, innamoramenti e dichiarazioni si fa strada un'imprevista scoperta: "sono asessuale!".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           lice Oseman - Mondadori 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 09:53:37 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL FILO DELLA SPERANZA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-filo-della-speranza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storia di Alan Turing, il grande matematico il cui impegno scientifico, civile e politico ha contribuito ad accelerare la fine della Seconda guerra mondiale, e la vittoria degli Alleati sulle forze nazifasciste. Il racconto intreccia la vita del giovane Alan con le vicende dello spionaggio militare del Regno Unito ai danni dell'armata di Hitler. Ma Alan Turing era anche omosessuale, e per questo fu vittima di pregiudizi e gravi ingiustizie, fuori e dentro l'esercito. Prima e dopo la fine della guerra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Antonio Ferrara -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ibs.it/libri/editori/settenove" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Settenove
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , 2021
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_filo_della_speranza.jpg" length="32690" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 09:45:38 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>EROE GUASTO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/eroe-guasto</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/eroe_guasto.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storia di Alan Turing, il grande matematico il cui impegno scientifico, civile e politico ha contribuito ad accelerare la fine della Seconda guerra mondiale, e la vittoria degli Alleati sulle forze nazifasciste. Il racconto intreccia la vita del giovane Alan con le vicende dello spionaggio militare del Regno Unito ai danni dell'armata di Hitler. Ma Alan Turing era anche omosessuale, e per questo fu vittima di pregiudizi e gravi ingiustizie, fuori e dentro l'esercito. Prima e dopo la fine della guerra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Antonio Ferrara -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ibs.it/libri/editori/settenove" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Settenove
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , 2021
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 00:35:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-diseducazione-di-cameron-post</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_diseducazione_di_cameron.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La protagonista dovrà lottare contro un metodo educativo che cerca di cancellare la sua più intima identità, contro l'ipocrisia e un malinteso senso di cura, per ritrovare una libertà nuova.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ibs.it/libri/autori/emily-m.-danforth" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Emily M. Danforth
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - Rizzoli, 2018
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/la_diseducazione_di_cameron.jpg" length="56349" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 00:29:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SEX EDUCATION: Il sesso, l'amore e le relazioni spiegati bene</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/sex-education</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/sex_education.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Metti in discussione il tuo corpo? Non sai bene come ti senti? O ti chiedi se quella cosa sia normale? Beh, è normale. Anche Otis, Maeve e i loro amici sentivano il bisogno di conoscere TUTTI gli aspetti dell'amore. Il risultato? Una guida schietta, inclusiva e informativa alla vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Autori vari - Il castoro, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 00:09:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SESSO È UNA PAROLA BUFFA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/sesso-e-una-parola-buffa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_sesso_e_una_parola_buffa.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esplora il complesso mondo della sessualità, e lo fa con uno stile chiaro, semplice e molto divertente. Con il linguaggio fresco e colorato del fumetto, gli autori mettono in striscia cambiamenti fisici ed emotivi, la riscoperta di se stessi, il toccare e il toccarsi, le prime cotte e, con estrema delicatezza, alcune indicazioni per difendersi dagli abusi sessuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A guidare la lettura sono quattro parole chiave: rispetto, fiducia, gioia e giustizia,
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cory Silverberg – Terra Nuova, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_sesso_e_una_parola_buffa.jpg" length="63510" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 00:01:07 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SENZA TABÙ: IL TUO CORPO (COME FUNZIONA) IL PIACERE (COME SI FA)</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/senza-tabu</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/senza_tabu.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tu che mi leggerai potrai avere quindici anni o magari anche ottanta, avere già delle conoscenze sul tuo corpo e sulla sessualità oppure averne pochissime, o ancora avere difficoltà a trattare l'argomento. Se stai iniziando a esplorarti o a esplorare altre persone, sono tante le cose che mi
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            piacerebbe che tu sapessi. Il sesso non è quello dei porno. Il sesso non è quello che si legge sui libri di anatomia. Il sesso non è solo quando c'è l'amore. Il sesso non è solo quello tra uomo e donna.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il sesso non dovrebbe essere un tabù, una vergogna di cui non si deve parlare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Violeta Benini – Fabbri, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/senza_tabu.jpg" length="35794" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 23:55:25 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/senza_tabu.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/senza_tabu.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUESTO LIBRO NON PARLA DI SESSO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/questo-libro-non-parla-di-sesso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_non_parla_di_sesso.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quello che sento è normale? Come faccio a capire se è la persona giusta? L'altr*, come la sta vivendo? Qui troverai le risposte a tutte le domande su te stess*, la tua identità, il tuo rapporto con il corpo, e con le altre persone... Ma allora è un manuale? No! È un saggio? No! È un libro a fumetti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Moen Erika - Sonda, 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_non_parla_di_sesso.jpg" length="60303" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 23:50:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/questo-libro-non-parla-di-sesso</guid>
      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADOLESCENZA</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_non_parla_di_sesso.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_non_parla_di_sesso.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUESTO LIBRO È TRANS</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/copy-of-questo-libro-e-trans</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_e_trans.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una panoramica completa che fa chiarezza e offre consigli spassionati su coming out, sesso e relazioni, sdrammatizzando le situazioni più difficili. La guida fondamentale per tutte le persone transgender e non binarie.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Ma anche per chi vuole conoscere e capire una questione sempre più attuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Juno Dawson - Sonda, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 23:44:23 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUESTO LIBRO È GAY</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/questo_libro_e_gay.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro non è gay, etero o bisessuale. È straordinario e unico, proprio come lo siamo tu, io, il tuo migliore amico e pure suo cugino. È un libro che parla di noi. Una guida divertente che ti spiega tutto sulla comunità arcobaleno lgbt, ti aiuta a smontare i pregiudizi con un sorriso e ti fa sentire orgoglioso di ciò che sei, in famiglia, a scuola, con gli amici e nella società!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Juno Dawson - Sonda, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 23:40:50 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIÙ LA MASCHERA. ESSERE MASCHI OGGI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/giu-la-maschera-essere-maschi-oggi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/essere_maschi_oggi.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un ragazzo inglese di famiglia immigrata, ottimo giocatore di basket, bravo studente, cresciuto tra fratelli e amici, convinto di essere sereno e felice, si vede calare davanti all'improvviso il buio dell'incomprensione, del disagio, della solitudine. Perché? La risposta a questa domanda è il punto
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           di partenza del libro: perché il disagio maschile oggi è diffuso e ha molteplici forme, dalle più violente e drammatiche (stupri, sparatorie, aggressioni) a quelle più subdole e striscianti (discriminazione, molestie, depressione).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           J. J. Bola – Einaudi ragazzi, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>È TUTTO UN CICLO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/e-tutto-un-ciclo</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/e_tutto_un_ciclo.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abby, Brit, Christine e Sasha sono grandi amiche. E sono stufe: perché parlare di mestruazioni è un tabù? Perché gli assorbenti costano così tanto? Perché i distributori di assorbenti a scuola sono sempre vuoti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Williams Lily - Il Castoro, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 08:26:53 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COSE DA RAGAZZE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/cose-da-ragazze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/cose_da_ragazze.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ti chiedi cosa sono le mestruazioni, quando ti crescerà il seno, perché hai i brufoli, oppure altre cose più intime, significa che stai vivendo un periodo di grandi cambiamenti... Magari alcuni sono già iniziati! È un momento elettrizzante. Maturerai sia nel fisico sia nella mente. Non sempre è facile trovare una risposta alle molte curiosità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nina Brochmann e Ellen Støkken Dahl – Sonzogno, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:47:05 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SOLLEONE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/solleone</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/solleone-764351cf.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un buco nella recinzione, un passaggio segreto che conduce ad una natura incontaminata, autentica. E’ da qui che passa Andante per incontrare e conoscere le sue compagne di giochi durante un’estate dalla nonna. Ma la vacanza non è fatta solo per i giochi, le arrampicate sugli alberi e la scoperta di luoghi abbandonati: è un momento di crescita e di presa di coscienza, in cui il rapporto con le pari scatena grandi e profonde domande. Andante, che veste da maschio e che fa la pipì
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           accovacciato, troverà il suo posto nel gruppo di bambine?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Noah Schiaƫ - Asterisco, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:39:16 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SAETTA ROSSA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/saetta-rossa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/saetta_rossa.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il giorno in cui Samuel apprende della morte di David Bowie, tutto smette di avere senso e lui resta letteralmente paralizzato. Per un milione di anni. Si risveglia in una società del futuro apparentemente non così diversa dalla sua, per quanto sia circondato da persone vestite da dinosauro, tecnologie biologiche integrate e ci sia un benessere globale. È forse l'utopia del futuro? Samuel cercherà di scoprirlo e di ritrovare la sua dimensione senza perdere se stesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marco B. Bucci - Panini Comics, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/saetta_rossa.jpg" length="85078" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:33:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL RAGAZZO STREGA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-ragazzo-strega</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_ragazzo_strega.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ambientato in una comunità con ruoli di genere molto netti: il protagonista è Aster, un giovane appassionato di magia la quale però è faccenda delle donne, che si scontra con le tradizioni, con
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           il bullismo e con la sua storia familiare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molly Orstentag - Il castoro, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:28:42 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/il_ragazzo_strega.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FACCIAMO FORESTA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/facciamo-foresta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nico è figlio di genitori separati e vive in una famiglia allargata: una famiglia-foresta. I suoi genitori, che hanno smesso di essere una coppia ma non hanno mai smesso di essere la mamma e il papà di Nico, quando si sono lasciati gli hanno spiegato che la loro casa sarebbe semplicemente diventata più grande. Basta volare un po'con la fantasia, pensare che strade e parco siano il loro corridoio a cielo aperto e il bar dove la mattina si ritrovano a fare colazione sia la loro cucina, e sembrerà di vivere ancora tutti insieme
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ilaria Bernardini - Hop!, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg" length="123649" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:05:19 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/facciamo_foresta.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I DUE PAPÀ DI FIAMMETTA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/i-due-papa-di-fiammetta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/i_due_papa_di_fiammetta.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Testo che racconta la vita di una bambina con due papà, nel tentativo di superare la discriminazione e il bullismo a scuola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Souppart Gaëlle - La Margherita, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/i_due_papa_di_fiammetta.jpg" length="37276" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:58:48 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DAI UN BACIO A CHI VUOI TU! IMPARA IL RISPETTO DEI CONFINI PERSONALI TUOI E DEGLI ALTRI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/dai-un-bacio-a-chi-vuoi-tu-impara-il-rispetto-dei-confini-personali-tuoi-e-degli-altri</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sei il re o la regina del tuo corpo! Forse non ci hai mai pensato, ma il tuo corpo è tuo, e tuo soltanto. Questo vuol dire che spetta a te stabilire le regole. Un manuale che con l' ironia e l'efficacia di un fumetto introduce i bambini e le bambine al rispetto delle differenze e dei confini, propri e degli altri. Come possiamo comunicare cosa ci piace e cosa invece ci mette adisagio? Cosa vuol dire fidarsi del proprio istinto? Come si chiede aiuto?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rachel Brian – De Agostini, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:49:26 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COME SI FANNO I BAMBINI?</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Senza imbarazzi e mettendo da parte le storie di cavoli e cicogne,questo è il libro giusto per rispondere alla grande domanda. Un albo coloratissimo che racconta le varie fasi del concepimento e della gravidanza, fino alla nascita del/della bambino/a, dando spazio a tutti i tipi di amore e di famiglia. Un inno alla vita e a una società inclusiva, in perfetto equilibrio tra chiarezza e ironia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anna Fiske - Salani, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:40:50 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CASETTE E ZAMPETTE</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ludi è la protagonista di questa avventura: i suoi due papà la portano a casa dei nonni per trascorrere lì le vacanze estive e lei è prontissima a costruire con il nonno la casetta sull'albero più favolosa di sempre. Ludi scoprirà chi sono gli aiutanti del nonno, cercando di non avere paura di queste creaturine a otto zampette...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anna Conzatti – Diabolo, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:33:15 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ZAZI, I MASCHI SI VESTONO DI ROSA?</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si dice sempre che i maschi amano il calcio, e le femmine i nastri e i lustrini... Ma sarà vero? Zazì per esempio vorrebbe un pallone da calcio e quando le regalano un vestito rosa pieno di fiocchi, non vuole saperne di indossarlo. Il suo amico Max prova a convincerla in ogni modo, ma Zazì ha un'altra idea in testa...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           hierry Lenain - Piemme, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:24:58 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VOGLIO VOTARE ANCHE IO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/voglio-votare-anche-io</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sally è orfana e vive con la dispotica zia Frances: lavora in fabbrica e deve consegnarle la paga ogni settimana. Un giorno lo strillone Oliver le ruba il borsellino. Quella che parte come una terribile sventura metterà in atto una catena di eventi che porterà Sally all'emancipazione: imparerà a leggere, lotterà per i propri diritti, fino a unirsi al movimento delle suffragette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cavallaro Valentina - Piemme, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:19:30 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA STRANA STORIA DI CAPPUCCETTO BLU</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una versione sorprendente della famosa fiaba, in cui niente è come sembra. Cappuccetto non è docile, né si lascia impressionare. La mantellina non è rossa, ma blu. La fitta foresta non è così minacciosa (né foresta). Il lupo non è così diabolico, né feroce. Ma, soprattutto, le storie sono un cammino che porta all'amicizia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Guia Risari - Settenove, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2022 00:15:20 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'IMPAVIDA AURORA E LA SFIDA DELLE PRINCIPESSE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/l-impavida-aurora-e-la-sfida-delle-principesse</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/l_impavida_aurora.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aurora, specializzata in "eroismo e raddrizzamento di torti". Che sia un principe vittima di uno strano sortilegio, un drago da sconfiggere o un diavolo "rapito" da una banda di piccole pesti, Aurora è sempre pronta a fare giustizia!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mathieu Sylvander– Terre di Mezzo, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NON FARE LA FEMMINUCCIA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/non-fare-la-femminuccia</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/non_fare_la_femminuccia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore racconta cos'è la discriminazione di genere con storie lievi e divertenti, ponendo le questioni attraverso le lettere dei/delle bambini/e e sradicando i luoghi comuni grazie alle risposte della maestra. Un libro che può accompagnare in un percorso individuale, per riconoscere le trappole degli stereotipi, o di lavoro di gruppo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roberto Piumini – Manni, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:58:03 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GHERD LA RAGAZZA DELLA NEBBIA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/gherd-la-ragazza-della-nebbia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/gherd_la_ragazza_della_nebbia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gherd è una ragazzina che vive in un villaggio ricoperto da una fitta nebbia, assediato da enormi e feroci creature che spesso attaccano il suo popolo. Dopo la perdita dei suoi genitori ha come unico obiettivo quello di far parte del gruppo di combattenti, per vendicarsi della bestia che l’ha resa orfana. Ma l’attività di guerriero le è preclusa poiché è una ragazza. Gherd riesce a partecipare clandestinamente alla missione di iniziazione, qui conoscerà Atheis, un giovane monaco Molkhog che le farà scoprire cose inattese e le rivelerà segreti sul suo passato. Gherd cambierà il suo destino. La forza dell'amicizia che supera ogni difficoltà. Un viaggio fantastico per sentirsi più grandi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rocchi, Carità – Tunué, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:53:32 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>FEMMINA NON È UNA PAROLACCIA</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/femmina_non_e_una_parolaccia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nina sa bene di essere molte cose: una chiacchierona, un'amante degli scherzi, una buona amica...
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Ma un giorno un bambino del suo palazzo la accusa di essere una femminista. Nina non perde tempo e corre a cercare la parola sul dizionario, per scoprire che sì, lei è proprio una femminista!
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma che cosa vorrà dire, in realtà?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carolina Capria, Mariella Martucci- Marietti, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:47:48 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FIABE D'ALTRO GENERE</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/fiabe_daltro_genere.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da secoli raccontiamo ai nostri figli le fiabe della tradizione, e da sempre qualcuno ha provato a riscriverle, perché i bambini potessero immaginare un mondo in cui gli eroi fossero loro. Anche Karrie e Jonathan leggevano le fiabe alla loro bambina, quando si sono trovati di fronte a un dilemma: mancava qualcosa di fondamentale in quelle storie, e così hanno deciso di fare qualche cambiamento... Non le hanno riscritte, non hanno immaginato un finale diverso o inventato nuovi personaggi. Semplicemente hanno scambiato il genere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fransman, Plackett - Rizzoli, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ELFI AL QUINTO PIANO</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/elfi_al_quinto_piano.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È quasi Natale quando Manuel, Camila e Shonda, insieme alle loro due mamme, arrivano nella città di R. Prendono possesso della loro nuova casa, dove i vicini sembrano tutti diffidenti. In compenso la mattina successiva dieci simpatici elfi si presentano a sorpresa a casa loro. Sonostati incaricati da Babbo Natale in persona di trovare una base operativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Francesca Cavallo - Mondadori, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:37:09 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COSE DA MASCHI O DA FEMMINE?</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una mattina Violette vorrebbe giocare a pallone, ma un gruppo di bambini la allontana: «Il calcio è da maschi!». E chi l'ha detto? Per giocare a calcio, c'è bisogno di piedi, di fiato e bisogna sapersi divertire con un pallone. Che cosa c'entra con l'essere femmina o maschio? Piangere, ballare, pilotare un aeroplano, fare scoperte, diventare Presidente della Repubblica, cambiare i pannolini, conquistare il mondo... Chiunque può farlo, non importa il genere. Basta seguire i propri sogni!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Clémentine Du Pontavice - Babalibri, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SE UN BAMBINO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/se-un-bambino</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/se_un_bambino.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se un bambino non è come vorresti tu, forse pensi che sia tutto“sbagliato”. Ma ogni bambino è un mondo. Diverso. Unico. Prezioso. Sta a noi scegliere come guardarlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Musso, Forlati – Settenove, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:20:23 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PRINCIPESSA KEVIN</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/principessa_kevin.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dedicato a chi ha amato “Nei panni di Zaff” e crede nella libertà di viversi per come ci si sente
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Michaël Escoffier – Edizioni Clichy, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:12:30 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STORIA INCREDIBILE DI DUE PRINCIPESSE CHE SONO ARCISTUFE DI ESSERE OPPRESSE</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/storia_incredibile_di_due_principesse.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che cosa succede quando una principessa si comporta come una draghetta? Quando sbuffa, rifiuta l'acqua ed il sapone e ignora le buone maniere? E che cosa succede quando, in un palazzo poco distante, vive una draghetta che: si dà la cipria, si spruzza il profumo, sta ben lontana dal fuoco e dal fumo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Una storia divertente che racconta in modo originale come sia più facile cambiare quando si è accettati per quello che si è.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colli Monica - Lapis, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 23:09:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UNA STRADA PER RITA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/una-strada-per-rita</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/una_strada_per_rita.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quante strade in Italia portano nomi femminili? Beh si tratta in media solo del 3/5%, mentre più del 40% sono dedicate a uomini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anatra Maria Grazia - Matilda, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UNA STANZA TUTTA PER ME</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/una-stanza-tutta-per-me</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/una_stanza_tutta_per_me.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una scrittrice, un ragno e la lettrice di questo libro si alternano fra lepagine del racconto, per scoprire che si può essere felici solo con una buona dose di autonomia e libertà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Serena Ballista – Settenove, 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:58:51 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SONO UN MOSTRO CHE VI PARLA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/sono-un-mostro-che-vi-parla</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Sono_un_mostro_che_vi_parla.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante le giornate internazionali dell'École de la Cause Freudienne a Parigi, nel 2019, Paul B. Preciado tiene una conferenza davanti a 3500 psicoanalisti. Psicoanalisti che gli hanno ripetutamente diagnosticato una "malattia mentale".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non intende parlare dell'omofobia e della transfobia dei padri fondatori della psicoanalisi, ma mette in luce la complicità della psicoanalisi con l'ideologia della differenza sessuale. Con la sua profonda visione, lancia un appello per la trasformazione dei discorsi e delle pratiche psicoanalitiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paul Preciado – Fandango, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Sono_un_mostro_che_vi_parla.jpg" length="56674" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:18:38 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Sono_un_mostro_che_vi_parla.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Sono_un_mostro_che_vi_parla.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SESSUOLOGIA DELLA GESTALT</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/orientamenti-sessuali-e-identita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Orientamento_sessuale_e_identit%C3%A0.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un capitolo tematico rivolto a professionisti per la consulenza con persone LGB. Un testo che esamina ciò che la sessualità rappresenta nella società contemporanea, la manipolazione, gli abusi , ma anche i cambiamenti sociali e politici , che essa ha da sempre provocato e continua a provocare nelle relazioni tra esseri umani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sua potenza trasformativa e creativa. La sessualità ha tuttavia ancora bisogno di rivoluzioni, cioè della consapevolezza che, se un percorso è stato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           completato, ora bisogna avere il coraggio e la voglia di cominciarne un altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mariano Pizzimenti, Barbara Bellini - FrancoAngeli, 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Orientamento_sessuale_e_identit%C3%A0.jpg" length="31333" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:14:54 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,IN EVIDENZA,NOVITÀ,SESSUALITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Orientamento_sessuale_e_identit%C3%A0.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UNA SCUOLA ARCOBALENO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/una-scuola-arcobaleno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Una_scuola_arcobaleno.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Combinando i dati di una ricerca svolta con adolescenti LGBTQI+ tra i tredici e i vent'anni su scala nazionale, approfondimenti teorici su identità, genere e sessualità e suggerimenti operativi per lavorare in classe, il volume si propone come uno strumento di studio e di intervento rivolto all'intera comunità educante che lavora con l'adolescenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grazie a un linguaggio accessibile, lettori e lettrici verranno accompagnati in un
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           viaggio attraverso le molte declinazioni dell'identità e delle relazioni, le sfide specifiche dell'adolescenza LGBTQI+ e le buone pratiche necessarie a costruire contesti educativi inclusivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Selmi, Roberta Valeri – Settenove, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Una_scuola_arcobaleno.jpg" length="80929" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:10:05 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Una_scuola_arcobaleno.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Una_scuola_arcobaleno.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SCOSSE IN CLASSE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/scosse-in-classe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Scosse_in_classe.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un testo agile per affrontare insieme tematiche delicate e urgenti, come la necessità di ricostruire le dinamiche delle relazioni, il bisogno di rivedere gli spazi della scuola e delle classi e la presenza dei corpi, con tutte le loro domande, resistenze e curiosità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scosse – Settenove, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Scosse_in_classe.jpg" length="53565" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:06:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/scosse-in-classe</guid>
      <g-custom:tags type="string">ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Scosse_in_classe.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Scosse_in_classe.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUEER GAZE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/queer-gaze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/queer_gaze_corpi_storie.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma cos’è lo sguardo queer? Può bastare avere un personaggio LGBTQI per poter definire una serie queer? Che tipo di storie raccontano le serie tv queer? Attraverso le analisi di singole serie e di temi, le autrici di quest’antologia indagano, con una lente prima di tutto politica e culturale, i legami tra omonormatività e rappresentazioni dei corpi e dei desideri, in relazione alla produzione capitalista e alla rappresentazione televisiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Antonia Caruso - Asterisco, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/queer_gaze_corpi_storie.jpg" length="38777" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 22:03:11 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/queer_gaze_corpi_storie.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/queer_gaze_corpi_storie.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>QUEER</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/queer</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Queer.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo volume rappresenta la prima storia completa delle identità LGBT+ in Occidente dal XVIII secolo al tempo presente. Intrecciando nell'analisi una varietà di fonti il libro offre una lettura inedita della storia contemporanea: dal ruolo della sessualità nella formazione degli stati-nazione, alle guerre mondiali, dal giro di vite del dopoguerra alla rivolta di Stonewall, dalla crisi dell'Hiv alla rivoluzione queer degli anni Novanta, fino alle nuove sfide degli anni Duemila con la loro apertura verso il futuro.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maya De Leo - Einaudi, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Queer.jpg" length="53340" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:59:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/queer</guid>
      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Queer.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Queer.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>POST PORNO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/post-porno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Post_porno.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il postporno rende visibili corpi e pratiche normalmente esclusi dal porno convenzionale, per rivendicare il diritto di tutti al piacere e dimostrare come la pornografia possa essere uno strumento: di espressione artistica, esplorazione e liberazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Valentine Fluida Wolf - Eris, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Post_porno.jpeg" length="38043" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:55:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/post-porno</guid>
      <g-custom:tags type="string">SESSUALITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Post_porno.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Post_porno.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA MOSTRUOSITRANS</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-mostruositrans</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_mostruositrans.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo libro è una rivendicazione del diritto a essere non identificabili secondo gli stereotipi fisici e psicologici del genere e parla a tutte le persone che non si sentono identificabili in una norma o in un genere.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un manifesto di rivendicazione del proprio percorso, ma anche un appello a tutte quelle persone che in questo percorso si riconoscono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una chiara spiegazione di quanto è urgente ripartire da un approccio trasfemminista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Filo Sottile - Eris, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_mostruositrans.jpeg" length="28674" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:52:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-mostruositrans</guid>
      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,STEREOTIPI DI GENERE,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_mostruositrans.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_mostruositrans.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LGBTQIA+</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/lgbtqia-</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/LGBTQIA-.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per cosa costa stanno le singole lettere della sigla? Quali soggettività sono coinvolte? Sono importanti le etichette?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un saggio breve per affrontare la questione di genere!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Antonia Caruso - Eris, 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/LGBTQIA-.jpg" length="22280" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:47:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/lgbtqia-</guid>
      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,NOVITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/LGBTQIA-.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/LGBTQIA-.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GRASS*</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/grass</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Grass.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le persone grasse vengono schernite per strada, vengono insultate se osano esporsi sui social, non vengono scelte nei lavori a contatto col pubblico. Subiscono continuamente microaggressioni da persone amiche, partner, genitori. Le persone grasse ricevono diagnosi errate in ambito medico, perché ogni loro problema di salute viene ricondotto alla grassezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vivere abitando un corpo grasso significa fare parte di una categoria marginalizzata e convivere con uno stigma che affonda le sue radici nella normazione e nel controllo dei corpi, soprattutto femminili della cultura occidentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Elisa Manici - Eris, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Grass.jpg" length="28926" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:27:25 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">STEREOTIPI DI GENERE,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Grass.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Grass.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL GENERE E' FLUIDO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-genere-e-fluido</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_genere_%C3%A8_fluido.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            "Il genere è fluido?" (spoiler: Sì) è una sorta di “gender for dummies” e getta le basi per affrontare discorsi e tematiche ben più complessi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i temi affrontati: i ruoli di genere, l'orientamento sessuale, l'identità di genere, l'intersessualità, l'espressione di genere... con un po' di storia del movimento lgbtq+ e femministi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sally Hines - Nutrimenti, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_genere_%C3%A8_fluido.jpg" length="55111" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:23:27 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_genere_%C3%A8_fluido.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_genere_%C3%A8_fluido.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GENERAZIONE ARCOBALENO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/generazione-arcobaleno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Generazione_arcobaleno.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo libro racconta una storia: la battaglia civile perché, ai genitori dello stesso genere, sia riconosciuto il dovere della responsabilità genitoriale per i propri figli fin dalla nascita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Micaela Ghisleni ha affrontato questa battaglia per i diritti dei bambini di queste coppie. Oggi, la legge, in Italia, non prevede che due persone dello stesso genere, neanche se unite civilmente, possano essere entrambe genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ghisleni Micaela - Einaudi, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Generazione_arcobaleno.jpeg" length="38613" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:16:48 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">ADULTI</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COSE SPIEGATE BENE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/cose-spiegate-bene</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Cose_spiegate_bene.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questioni di un certo genere è il secondo numero di “Cose, spiegate bene”, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Fiocco azzurro o fiocco rosa: tutte le persone vengono divise tra due gruppi alla nascita, o ancora prima, in base alla forma dei propri genitali vista in un’ecografia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le cose però non sono mai così semplici e concluse, e per capirle meglio abbiamo cominciato a distinguere sessi e attrazioni sessuali prima, e identità di genere poi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Insieme a queste distinzioni sono arrivate nuove parole – come «bisessuali», «LGBTQIA+», «transgender» e «cisgender» – e nuovi dibattiti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno riguarda la lingua (non solo lo schwa), altri cose più concrete: i simboli sulle porte dei bagni, le categorie nello sport agonistico, gli abiti che indossiamo. E poi ci sono le questioni dei diritti, e la capacità di tutti di conoscere e capire il prossimo, e gli argomenti di cui si discute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questioni di un certo genere - Iperborea, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Cose_spiegate_bene.jpeg" length="38550" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:13:41 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,SESSUALITÀ,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Cose_spiegate_bene.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Cose_spiegate_bene.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL BAMBINO GENDER CREATIVE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-bambino-gender-creative</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_bambino_gender.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In nove capitoli semplici da leggere incoraggia i genitori ad ascoltare i bambini, sostenere la loro ricerca di una vera identità di genere e intraprendere una valutazione dettagliata delle loro esigenze. Il libro è anche una guida per i professionisti che lavorano con i bambini e presenta la questione attraverso il panorama culturale, medico e legale del genere e dell'identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ehrensaft Diane - Odoya, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_bambino_gender.jpeg" length="72776" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:07:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/il-bambino-gender-creative</guid>
      <g-custom:tags type="string">IDENTITÀ DI GENERE,IN EVIDENZA,ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_bambino_gender.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Il_bambino_gender.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TEMPI ECCITANTI</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/tempi-eccitanti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Tempi_eccitanti.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ava, giovane irlandese che vive a Hong Kong, cerca di destreggiarsi tra un lavoro poco appagante e le contraddizioni che la attraversano. L'ideologia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           marxista, il passato coloniale irlandese, l'essere nata in una famiglia della
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           working class pesano sulla sua esperienza in Cina... e, nonostante il suo background, subisce il fascino di due giovani e ricch* rampanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Naoise Dolan - Atlantide, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Tempi_eccitanti.jpeg" length="111314" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 21:01:57 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Tempi_eccitanti.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STONE FRUIT</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/stone-fruit</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Stone_fruit.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questa graphic novel le protagoniste sono Bron e Ray trovano l'una nell'altra
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rifugio e comprensione, impossibili da immagine nelle rispettive famiglie. A
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           completare la loro relazione, la compagnia della nipotina Nessie, che permette
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a entrambe una totale ma momentanea evasione delle tempeste familiari e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dalla depressione di Bron. Quando però quest'ultima deciderà di troncare e di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tornare a casa dopo molto anni dovrà fare i conti con la sua bigotta famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lee Lai - Coconino, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Stone_fruit.jpeg" length="88736" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 20:58:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centrosessuologiagestalt.it/stone-fruit</guid>
      <g-custom:tags type="string">ADULTI</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Stone_fruit.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Stone_fruit.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FEBBRE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/febbre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Febbre.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             A partire dal d-day che ha cambiato la sua vita con una diagnosi definitiva, l’autore ci accompagna indietro nel tempo, all’origine della sua storia, nella periferia in cui è cresciuto, Rozzano, il Bronx del Sud (di Milano), la terra di origine dei rapper, di Fedez e di Mahmood, il paese dei tossici, degli operai, delle famiglie venute dal Sud per lavori da poveri, dei tamarri, dei delinquenti, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dai cui confini nessuno esce mai, nessuno studia, al massimo si fanno figli, si spaccia, si fa qualche furto e nel peggiore dei casi si muore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Jonathan Bazzi, - Fandango, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Febbre.jpeg" length="54171" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 20:48:55 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Febbre.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Febbre.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/brevemente-risplendiamo-sulla-terra</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/home-old"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Brevemente_risplendiamo_sulla_terra.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una storia di formazione che, attraverso il legame d'amore tra un figlio e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           una madre, parla di identità, di differenza e di come impariamo ad abitare i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sentimenti più grandi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ocean Vuong - La nave di Teseo, 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 20:43:10 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STREGHE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/streghe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Streghe.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Due donne. Due voci. Due vite. Il Messico ancestrale, rurale, magico e il frenetico Messico urbano si prendono per mano in questo romanzo che parla con grande delicatezza dell'identità femminile e di come le donne si conoscono per riconoscersi, guarire le ferite e trovare la propria strada.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Streghe" è un libro che racconta di tradizioni, di guarigione e di violenza, un testo in cui la potenza del linguaggio è territorio dell'ignoto, ponte tra mondi e luogo di rivelazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Brenda Lonzano - alter ego, 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:37:53 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PROMESSE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/promesse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Promesse.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I protagonisti sono Benson e Mike, alle prese con i delicati rapporti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           familiari e con la crisi della loro relazione. Washington ci racconta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cosa significa essere gay e non essere bianco, essere gay ed essere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           grasso, essere gay ed essere sieropositivo. E lo fa in un modo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           intimo capace di aprire delle voragini dolorose e accoglienti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Un romanzo dalla sensibilità straordinaria» - The Washington Post
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bryan Washington - NNE, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:36:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SENZA TITOLO DI VIAGGIO</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/senza-titolo-di-viaggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Senza_titolo_di_viaggio.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I confini di genere, come quelli tra nazioni, sono presidiati. Varcarli è un'impresa. I lasciapassare sono concessi di rado e a condizioni umilianti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso le persone trans, non binarie e queer hanno necessità di passare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            comunque. Come? Da clandestine.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Senza titolo di viaggio narra di un'esplorazione di genere e spesso la canta, perché qui dentro c'è la punk e la folk. Un testo in bilico tra prosa e canzonette, dove s'alternano amarcord siculo-torinesi, teoria transfemminista e teatro di rivista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Filo Sottile - Alegre, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Senza_titolo_di_viaggio.jpeg" length="115684" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:36:43 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA PIÚ PICCOLA</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/la-piu-piccola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_piu-_piccola.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo autobiografico racconta il rapporto dell'autrice, come donna lesbica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di origini algerine, con l'Islam, con Allah, con la sua famiglia. Episodi della sua infanzia, della sua adolescenza complicata, gli incontri con le sue amanti, i tentativi di eteronomarsi, si mescolano alla sua volontà di riconciliarsi con la religione musulmana, con le figure genitoriali (e con la madre in particolare) nella Parigi contemporanea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fatima Daas - Fandango, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/La_piu-_piccola.jpeg" length="37793" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:33:39 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FRANKISSSTEIN</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/copy-of-le-cattive</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Fran_kiss_stein.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sospeso tra hard science e il romanticismo più sognante, "Frankissstein" affronta i temi che da sempre sono al centro delle opere di Winterson: il genere, la lingua, la sessualità, i limiti della libertà individuale e la vita delle idee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Jeanette Winterson - Mondadori, 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Le_cattive.jpeg" length="40214" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:29:14 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Fran_kiss_stein.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE CATTIVE</title>
      <link>https://www.centrosessuologiagestalt.it/le-cattive</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2d7fdbc4/dms3rep/multi/Le_cattive.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questa è la storia di Camila e del gruppo di donne trans che diventerà la sua famiglia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le cattive
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è un inno alla vita, un rito di iniziazione, un manifesto esplosivo, una preghiera, una vendetta. Con una prosa originalissima, un immaginario rigoglioso e poetico, questo romanzo racconta una storia che forse non abbiamo mai visto così da vicino ma di cui abbiamo senz'altro bisogno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Camila Sosa Villada - Sur, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:16:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
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